L’attività principale di quest’azienda, fondata nel 1994, è l’agriturismo: una bella struttura articolata in diversi corpi di fabbrica sparsi nel verde e comprendenti 30 camere che tra marzo e settembre apre le sue porte a un buon numero di […]
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Agrialbergo Capalbio

by admin on 31/10/2016

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L’attività principale di quest’azienda, fondata nel 1994, è l’agriturismo: una bella struttura articolata in diversi corpi di fabbrica sparsi nel verde e comprendenti 30 camere che tra marzo e settembre apre le sue porte a un buon numero di turisti italiani e stranieri .

Situato in questi luoghi ameni, la struttura si presta ad accogliere i visitatori interessati sia al mare che alle bellezze naturali di questi ambienti della Toscana meridionale salvati dalla cementificazione selvaggia che ha danneggiato molti altri lidi costieri.

Alla bellezza struggentei dei paesaggi maremmani si aggiunge la ricchezza archeologica del territorio.

Posto alla base delle colline dai lievi e sinuosi profili, così tipici nella Maremma Tosco-Laziale, tra una pianura che chiamarla fertile è poco (dato che gli antichi romani la chiamarono «La Valle d’Oro» per la sua altissima produttività) e i bordi sabbiosi della Maremma costiera; ossia, le fasce di dune che dividono il Lago di Burano (famosa Oasi faunistica del WWF) dal Mare Tirreno, questo territorio, che dista pochi minuti dal mare, ha restituito numerosissimi reperti etrusco-romani, e conserva, ancora oggi ben visibili, i resti di mura e di torri, di terrazzamenti e di criptoportici che costituivano importantissime strutture delle imponenti ville romane del periodo imperiale: le ville dei latifondisti che cominciano a costituire un elemento di radicale trasformazione del paesaggio agrario dei primi secoli dell’impero erano delle complessissime e articolate strutture costruite su vari livelli, sviluppantesi a partire dalla pianura litoranea fino a raggiungere l’apice delle prime colline disboscate e le pendici delle colline più alte coperte di macchia mediterranea, erano destinate non solo alla residenza delle famiglie aristocratiche romane, ma soprattutto, avevano la funzione di assicurare il controllo del latifondo, l’organizzazione delle attività di coltivazione dei terreni e di allevamento e custodia del bestiame (ovini, bovini, suini etc…) che costituivano la base dell’economia del latifondo e quindi, erano strutture tali da poter accogliere coloni e contadini; artigiani ed edili; schiavi e liberti, i signori e i loro clientes.

Ancora oggi questo territorio ospita molti turisti romaniche si rivolgono a strutture come questa che visitiamo oggi. Ancora oggi, quindi, i moderni romani continuano a frequentare questi luoghi, ma si assiste anche all’ingresso di un numero sempre crescente di turisti provenienti dal Nord-Europa. Una vacanza in questi territori che conservano le caratteristiche quasi inalterate del periodo della romanizzazione è diventato un obiettivo facilmente raggiungibile per molte famiglie della Germania, dei Paesi Scandinavi, della Svizzera e dell’Austria, ma non mancano neanche i turisti inglesi e americani.

Questa struttura agri-alberghiera possiede un notevole impianto fotovoltaico per produrre la corrente e un altro impianto solare per riscaldare l’acqua.

A parte l’importanza e la bellezza del territorio, il motivo fondamentale che ci ha spinti fin qui è stato l’interesse di conoscere anche l’aspetto della coltivazione e produzione di frutta e cereali; olivi e melograni melogche si sviluppa nei terreni intorno alla struttura ricettiva.

Il sistema produttivo praticato è quello multiculturale. Infatti, su una estensione di circa 20 ettari si coltiva grano, molti tipi di frutta come melograno, albicocco, olivo, vite e altre colture arbustive come mirtillo, lampone etc…

In questo periodo si fa la semina del grano, mentre le melagrane sono ancora in via di raggiungere lo stadio finale della maturazione…Così abbiamo potuto assistere anche alla raccolta di melagrane da alcuni melograni che, chissà come avevano giù portato a maturazione i loro frutti proprio vicino alle strutture dell’agri-albergo, ma ci siamo dovuti spostare di qualche chilometro per arrivare al grande melograneto che occupa addiritura un ettaro della propietà terriera.

Il proprietario aveva comprato gli alberi da un vivaio di Pistoia 3 anni fa e oggi si possono già raccogliere i frutti e si vendono in parte ai rivenditori di frutta al dettaglio e all’ingrosso, e l’altra parte viene acquistata da fabbriche di trasformazione del prodotto primario in succhi di frutta. Oggi infatti, il succo di melagrana è molto stimato e forma oggetto di una notevole richiesta nel mercato. Il succo di melagrana si ottiene attraverso la spremitura a freddo di questo buonissimo frutto colto durante la stagione autunnale ed è considerato da molti un potente rimedio naturale contro tante malattie. Con sorpresa scopriamo insieme quali sono i benefici del succo di melagrana. Chi l’avrebbe mai detto!

Abbiamo visitato anche la piantagione dei mirtilli e i lamponi che ancora non ha dato i suoi frutti perchè si tratta di piantine ancora troppo giovani di fresco trapianto, ma che hanno già fatto un ottimo sviluppo e crescerano ancora fino a dare finalmente i loro frutti.

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