Tag: azienda vitivinicola

  • Azienda vitivinicola Guido Porro

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    Questa azienda risale agli albori del XX secolo, é infatti il bisnonno dell`attuale titolare a fondare e a tramandare questa produzione vinicola. Una solida storia familiare alle spalle, tanto lavoro, molta passione, una fine capacità acquisita imparando, fin da piccolo, tra filari e botti: tutto questo ha segnato fin da giovane la strada di Guido Porro, così come quella di suo padre Giovanni, di suo nonno Guido e del padre di suo nonno.

    Il terreno coltivato a vite comprende 7 ettari. L’azienda ha anche un agriturismo con 4 camere.

    I vigneti della famiglia Porro si trovano in uno delle aree migliori per la produzione di uva da vino perché di tutta la zona del Barolo, questi appezzamenti sono baciati dal sole tutto il giorno grazie a un’esposizione sud sud-ovest in una conca molto ben protetta dal vento. Il terreno di natura calcarea non consente abbondanti produzioni di uve, ma la loro qualità è indiscutibile. Però un luogo così fortunato e baciato dalla buona sorte con splendide vigne, non basta a fare del vino di qualità. Bisogna metterci anche un forte impegno, un lavoro meticoloso tra i filari, l’amorevole cura di ogni vite e del suo terreno. Tutto ciò a riprova che la qualità che troviamo nella bottiglia nasce, per buona parte, già in mezzo alle vigne, prima di proseguire il suo corso in cantina.

    Qui si coltiva principalmente il vitigno Nebbiolo da Barolo, Barolo lazzairasco e Barolo vigna S. Caterina, inoltre si producono

    • Barbera d’Alba
    • Dolcetto
    • Nebbiolo

    Come si fa a sapere quando le uve sono mature? Sembra che non esista una risposta unica, ma per un produttore è una cosa normale: il gusto della polpa e la consistenza della buccia sono i parametri più importanti per determinare una buona maturazione, oltre ad un’analisi zuccherina.

    La vinificazione è svolta secondo i più tradizionali canoni tramandati da generazioni con l’ausilio di moderne tecnologie.

    La produzione si può degustare o acquistare direttamente in azienda e nei migliori locali italiani, ma la maggior parte viene esportata in Germania, in Olanda e negli Stati Uniti.

    Dalla cantina, rinnovata e ampliata di recente, e costruita in cima ai vigneti dell’azienda si gode uno stupendo panorama che abbraccia colline dense di filari e montagne ricoperte di neve. A questo punto è il momento di gustare gli ottimi vini di quest’azienda, di sentirne i profumi e di degustarli senza fretta.

  • Azienda Vitivinicola Mura

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    L’azienda Vitivinicola “Vini Mura” sorge nella località Azzanido (in lingua sarda significa terra al di là dei confini della neve). Pur essendo stata avviata nel 1975 dal signor Filippo Mura, rappresenta la prosecuzione di un progetto familiare ideato dal padre quando a partire dagli anni 50 comincia ad acquistare degli appezzamenti vicino a Olbia per impiantare i primi vigneti.
     
    Negli anni 70 queste terre vengono espropriate per la costruzione dell’aeroporto resa necessaria dallo sviluppo turistico dovuto alla vicinanza della costa Smeralda. In questa nuova ubicazione Filippo Mura dà corpo al sogno del padre potenziandolo con l’impianto di nuove vigne. Continuando nella tradizione paterna e innovandola, riesce a ampliare l’azienda familiare attraverso un processo di miglioramento e di adattamento tecnologico sul filo della tradizione paterna continua a ingrandire e lavorare con passione trasmettendo l’amore per la coltivazione della vite anche a tre dei suoi figli i quali oggi si occupano dell’azienda e della commercializzazione del prodotto. In particolare, l’enologo dell’azienda, la figlia più giovane di Filippo, Marianna, si occupa della produzione del vino selezionando le uve e seguendo tutto il processo di trasformazione. Le uve prodotte sono varie. Nella piantagione che occupa 10 ettari, la maggior parte occupata dal vecchio vigneto i cui ceppi come ogni anno vengono potati tra gennaio e febbraio, il periodo in cui la pianta è in letargo, cioè non produce gemme. È da questa parte del vigneto si ricavano le uve migliori. Infatti, sono i vecchi ceppi che producono l’alta qualità. Un’altra parte del vigneto è formato da giovani piante, che sono al secondo anno di sviluppo e sono infatti ancora sostenuto dal tutore.
     
    Di terreno arricchito dalla qualità del granito si producono varie qualità di uva, tra le uve nere si produce il canonau (un uva autoctona), tra le uve bianche, il vermentino che pur che (si pensa che provenga dalla Corsica), tuttavia è proprio in Sardegna che grazie al grado di acidità presente nel terreno, raggiunge l’esaltazione delle sue proprietà. È molto importante che tutti i mosti contengano un certo grado di acidità.
     
    Perché il vino sia di qualità è molto importante cogliere l’uva nel momento in cui si raggiunge il maggiore equilibrio tra il grado di acidità e il tasso di saccarosio presenti nel frutto. Queste sono alcune delle informazioni che molto generosamento il Signor Filippo Mura ci trasmette. Durante la nostra visita.vediamo anche la cantina. Qui, oltre alla piciatrice e al torchio ci sono le grandi botti dove il mosto viene messo a fermentare. Durante la fermentazione la temperatura può raggiungere 20/30°C e a questo punto entra in azione il refrigeratore che facendo scendere la temperatura, fa precipitare le impurità presenti nel mosto. Questa è la prima fase di decantazione. Dopo circa 2 giorni il mosto viene trapassato in un’altra botta. I travasi da una botta all’altra si effettono a intervalli regolari di tempo. Durante questa successione di travasi si aggiunge il lievito che mette in azione gli enzimi che trasformarono gli zuccheri in alcool. Dopo i vari travasi il vino viene conservato nelle botti di rovere o viene imbottigliato per il mercato.
     
    I vini prodotti nell’azienda sono: i Canonau, Baja e Cortes, e alcuni tipi di vermentino chiamati Sienda e Cherremi.
     
    Località: Azzanido, Loiri, Porto San Paolo (OT)
    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.
  • Azienda Vitivinicola Silvano Strologo

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    Questa piccola famiglia di fattori è stata creata da un gruppo di agricoltori, che decise di iniziare a coltivare delle vigne negli anni 60′. Grazie a Sante Giulio Strologo, le vigne furono inizialmente piantate su un pendio, acquistato per questo scopo, dato che un pendio rivolto a sud avrebbe ricevuto più luce del sole di un terreno pianeggiante, luce che avrebbe così contribuito alla fotosintesi clorofilliana.

    Inoltre il Signor Strologo fu uno dei fondatori del “Consorzio per la Tutela del Rosso Conero”, un’associazione che si occupa del controllo della qualità del vino Rosso Conero prodotto dagli agricoltori di quest’area.

    Un microclima particolare, caratterizzato da colline baciate dal sole e dalla vicinanza al mare, rende la coltivazione delle vigne particolarmente favorevole. Il suolo nella zona Conero è calcareo ( gessoso), risiede su una base argillosa che si adatta perfettamente alla coltivazione del vino.

    Il Signor Strologo ha lasciato che suo figlio Silvano qualche anno fa ereditasse la società, essendo cresciuto nell’azienda vinicola ed essendo diventato così un appassionato nella produzione di vino di alta qualità . Ha continuato l’attività di suo padre e ha esteso la proprietà da 4 ettari nel 1976 ai 14 ettari attuali.

    La famiglia Strologo vive nella stessa casa in cui avvengono la produzione, la conservazione e l’assaggio del vino. Dato che siamo arrivati a Novembre, non stavo producendo il vino, abbiamo però potuto vedere i loro grandi contenitori in acciaio per il controllo della temperatura e una cantina per il vino piena di botti in legno.

    Presso questa azienda la raccolta viene eseguita a mano e l’ultima raccolta è stata buona anche se l’estate è stata molto calda.

    Le viti hanno circa 40 anni.

    Quando le barrique vengono riempite, il legno della barrique assorbe parte del vino. Comunque, è possibile diminuire l’assorbimento e bilanciare il processo per mezzo di un umidificatore esterno.

    Oltre a un vino rosato, si producono tre vini rosso conero dai nomi importanti: il primo è stato chiamato Julius dal nome del padre del titolare: Giulio Strologo, ma Julius (Caesar) è anche il nome di un imperatore romano. Il secondo si chiama Traiano, dal nome di un altro imperatore romano, mentre Decebalo era il capo dei Daci che si suicidò dopo essere stato sconfitto in battaglia dallo stesso Traiano. L’idea dei nomi è venuta da un sommelier che conosce bene la storia romana.

    Dall’uva bianca moscato si produce anche il vino chiamato Muscà, un passito molto dolce.

    L’estensione del terreno coltivato a vite è ora di 14 ettari, mentre nel 1976 era di soli 4 ettari.

    I clienti vanno spesso in cantina nel periodo precedente il Natale per comprare regali e nel fine settimana durante il resto dell’anno. L’azienda Strologo fornisce vino anche a vari ristoranti.

    Il 40% della produzione viene esportato all’estero.

  • L’Impresa Vinicola e Olearia Stefano Mancinelli

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    Arrivando i primi di Novembre, la raccolta dell’uva era finita a settembre, siamo invece giunti durante la stagione della raccolta delle olive. Una delle prime nostre immagini quando arrivammo a questa fattoria, fu quella di qualcuno che caricava le olive attraverso una rete, che funzionava quale filtro grossolano per foglie e rami. Dopo essere passate attraverso la rete, le olive venivano portate ad una macchina per estrarne l’olio. Sfortunatamente, non c’è quasi nulla da vedere durante questo processo e abbiamo invece ascoltato Stefano Mancinelli, il simpatico fondatore e proprietario della fattoria. Oltre ad averci parlato dei loro prodotti e di come sono fatti, ci hanno mostrato la loro proprietà, facendoci vedere sia il frantoio, le botti per il vino, la stanza per la degustazione del vino, la distilleria ed il loro negozio.

    Le viti

    Le vigne sono state piantate nell’anno 1979. La raccolta viene eseguita a fine settembre e si producono 1600 ettolitri all’anno. La fermentazione del vino avviene per il rosso a 24-28 centigradi e per il bianco a 18-20 centigradi.

    L’azienda lavora principalmente con uva Lacrima. Il nome Lacrima deriva dal fatto che la buccia dell’uva quando arriva al punto di maturazione, si fende, lasciando gocciolare, lacrimare, il succo contenuto. Questo fatto lascia intuire quanto sia difficoltoso poter raggiungere un punto ottimale di maturazione senza dover rischiare ogni volta di perdere la totalità del prodotto. Si immagini soltanto cosa potrebbe causare una pioggia violenta su dei grappoli arrivati a tale punto di maturazione: un dilavamento pressoché totale dell’intero prodotto.

    In questa azienda si producono Lacrima di Morro d’Alba D.O.C. e Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C. Classico.

    La precipitazione del tartrato nel vino avviene a -5ºC per 10-15 giorni.

    L’uva amara viene usata per il vino Verdicchio, mentre il vino passito è un vino da dolce che utilizza l’uva più matura.

    La distilleria

    La distilleria esiste dal 1994 e l’azienda usa le proprie vinacce e non le fecce, le vinacce non vengono torchiate.

    Le fase per la produzione della grappa:

    • diluizione con acqua demineralizzata
    • refrigerazione
    • filtrazione a -5ºC

    Si producono Grappa di Lacrima e Grappa di Verdicchio.

    Il frantoio

    La temperatura è 27-28ºC al massimo, il che dà un olio di qualità. L’epoca di raccolta viene seguita dalla lavorazione immediata. L’acqua di fermentazione fa aumentare l’acidita’ dell’olio. L’olio non filtrato crea un deposito (la morchia) e questa fermenta.

    I frantoi usano al massimo 2 separatori per separare l’acqua e la sansa, mentre questo usa 3 separatori per togliere piccole particelle e ottenere un olio più pulito. Il terzo separatore rende l’olio trasparente. L’azienda ha circa 1500 olivi dei seguenti tipi:

    • frantoio
    • raggiolo
    • leccino
    • raggia

    La raggia e la più pregiata e assomiglia al frantoio. Si produce olio extra vergine d’oliva con acidità molto bassa e con caratteristiche di estrema fruttuosità ed aromaticità.

  • L’Azienda Vitivinicola Il Sassone

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    Si producono vino Rosso Conero e Marche Rosso IGT (Indicazione Geografica Tipica).

    Ha una cantina con 30 circa barrique di vino rosso Ie barrique sono fatti di quercia, rovere francese, e quando una barrique viene riempita con vino rosso, il legno assorbe una quantità di vino. A questo punto esistono due scuole di pensiero: rimboccare settimanalmente il vino che viene assorbito dalla barrique oppure accettare la perdita finale di una certa quantità (circa il 10%). Questa azienda preferisce non aprire le barrique per il rimbocco e quindi la quantità di vino all’interno diminuisce al termine dell’affinamento. Naturalmente, il legno della barrique contribuisce al sapore del vino.

    Si usano botti di cemento e d’acciaio. Una botte di cemento ha più o meno la stessa temperatura tutto il tempo, mentre una botte di acciaio ha una temperatura che varia con la temperatura ambiente. La temperatura in cantina è circa di 15ºC. La temperatura durante la fermentazione dovrebbe non superare i 28ºC

    L’interno delle botti di cemento e’ rivestito con il vetrificato, una resina alimentare, per evitare contatto diretto tra il vino e il cemento. Le botti vengono pulite con idropulitici che spruzzano acqua a 100ºC.

    In questa azienda, non si usano i diserbanti o i fertillizzanti chimici, ma non si fa coltivazione biologica, quindi, l’impatto ambientale è basso.

    Si possono raccogliere le uve già 4 anni dopo che sono state piantate le viti, ma la produzione migliore arriva dopo circa 10 anni. L’azienda ha acquistato le viti in un vivaio.

    Le uve vengono raccolte in tempi differenti:

    • il Merlot a inizio settembre
    • il Cabernet Sauvignon a fine settembre
    • il Montepulciano ad ottobre.

    Le fecce vengono assegnate a una distilleria nella provincia di Pesaro per fare la grappa.

    Alla titolare dell’azienda è stato insegnato che le tre cose più importanti nella produzione del vino sono rappresentate da 3 lettere P: pulizia, pulizia, pulizia!