Azienda agricola apicoltura Isca `e` Muras

by admin on 01/10/2012

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Siamo partiti da Oristano e passando dal Campidano alla Marmilla, siamo arrivati a Barumini di fronte al punto di vendita Isca `e` Muras, dove abbiamo incontrato i due coniugi che svolgono l’attività di apicultura. Loro ci hanno condotto alla prima postazione degli alveari. Lì, le api producono diversi tipi di miele in questo periodo: trifoglio bianco e millefiori.

Prima di avvicinarci alla postazione degli alveari, abbiamo dovuto indossare gli indumenti protettivi. Gentilmente, Marinella Concu e suo marito Marco ci hanno assistito durante la procedura di vestizione con risoluta accuratezza. Dopo la preparazione dettagliata che comprendeva anche spiegazioni sul comportamento da tenere per non innervosire le api, abbiamo iniziato l’avvicinamento agli alveari con circospezione.

Arrivati presso gli alveari, il signor Marco ha preparato il mantice con il fumo, che viene utilizzato per calmare le api. Dopodiché, mentre la signora Concu ci spiegava i particolari della routine dell’apicoltura, il marito ha cominciato ad aprire gli alveari. La procedura di controllo, consiste nell’apertura della copertura che permette di osservare la salute della famiglia (lo sciame di api che vive dentro ogni alveare). Sotto la copertura al centro di una tavola piatta che copre ulteriormente il favo, è presente un favo su cui si applica una busta di mangime costituito da sostanze naturali che servono ad integrare l’alimentazione delle api. Alzata anche quest’ultima tavola di copertura, abbiamo fatto la nostra prima conoscenza delle api “sarde”. La struttura interna è composta da cornici verticali parallele al cui interno era fissato un “diaframma” fatto di cera, sulla cui superficie le api costruiscono le famose cellette esagonali. Le api hanno cominciato ad uscire cosicché i due apicoltori hanno potuto accertarsi della salute dello sciame: controllavano la presenza dei parassiti, la reattività, la presenza dei fuchi, la salute della regina e l’umore delle api. A quel punto, sono passati  alla fase di disinfestazione dei parassiti. A parer nostro, le api sono sembrate amichevoli e rispettose, tranne qualche sporadico assalto alla fotocamera che gli apicoltori hanno spiegato essere causato dal colore nero della fotocamera.

Dopo la visita alla prima postazione ci siamo spostati verso un’altra postazione, le cui caratteristiche ambientali variavano rispetto alla prima. I primi alveari, erano situati in un luogo poco riparato, nei pressi di un agrumeto e di campi di trifoglio bianco; La scarsità del nettare e l’esposizione al vento rendevano queste api più aggressive, mentre la seconda postazione si trovava in un luogo più riparato, nei pressi di un fiume sulle cui sponde crescevano alberi di eucalyptus. Queste caratteristiche contribuivano a rendere le api più tranquille.

A completare la nostra visita, marito e moglie ci hanno accompagnato nel loro punto vendita. Lì, abbiamo visto un’ampia varietà di miele e altri prodotti ricavati dall’instancabile lavoro delle api e degli apicoltori: caramelle, polline, propoli, e altre leccornie; shampoo, crème ed altri prodotti di bellezza.

In ultima analisi, la nostra impressione è stata molto positiva, siamo rimasti tutti piacevolmente colpiti dalla professionalità, dalla cura, nonché dalla competenza ma soprattutto dalla  passione per questa attività particolare.

Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

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