Tag: azienda biologica cerealicola e zootecnica

  • La Fattoria Honorati e il Caseificio Piandelmedico

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    La fattoria venne avviata nel 1939 dal marchese Antonio Trionfi Honorati il quale volle fondare una fattoria casearia utilizzando il latte di 30 mucche fresone. La fattoria era stata proprietà della famiglia Trionfi Honorati da allora, ed ora è diretta dalla sorella Giulia e dal fratello Antonio. Giulia è a carico della fattoria casearia e del ben fornito negozio della fattoria che si trova nello stesso edificio, mentre Antonio si occupa degli animali, il cui numero ha superato i 300,che consistono sia di mucche fresone che di bufali.

    Gli animali
    L’azienda ha 190 vacche, la Frisona dall’Olanda e 150 bufale.
    I vitellini nascono in una camera speciale e il periodo del parto per le vacche può durare 1 giorno al massimo, mentre le bufale impiegano poco tempo.I vitellini stanno nei box per 3 mesi fino a quando vengono svezzati. Prendono latte per i primi quattro giorni dalle loro madri. È importante che prendano il primo latte (colostro) per assumere le immunoglobine per le difese immunitarie. Dopodichè vengono alimentati con latte in polvere.

    Si deve controllare regolarmente la salute dei vitellini. Le giovani vacche fanno 4 passaggi da box a box, mentre le giovani bufale fanno solo 3 passaggi perché hanno meno bisogno di controllo. I vitellini delle bufale sono in piedi circa 20 minuti dopo la nascita perché sono animali che conservano ancora uno stile più selvatico.

    La prima fecondazione ha luogo quando le mucche hanno 15-17 mesi. Questa dipende dallo sviluppo dell’animale. La fecondazione delle vacche è artificiale, quella delle bufale solo in piccolissima percentuale.

    Le bufale vengono originariamente dalla Siria, arrivarono in Italia durante le invasioni barbariche e trovarono un ambiente favorevole nelle attuali Puglia e Campania. 70 bufale sono arrivate in questa azienda ad aprile 2004.

    La rimonta ha luogo nell’azienda, la quale ha sempre un esubero di animali.

    I clienti comprano la carne dei vitelli, in particolare dei maschi. La carne di bufalo è eccezionale e contiene molto ferro e poco colesterolo. Naturalmente, la qualità della carne dipende dall’alimentazione.

    Nell’azienda si coltivano il mais, la soia, l’orzo, il fieno e agli animali viene dato un mix di questi cereali. L’azienda ha un mulino dove fa la miscelazione dei cereali.

    Tutti gli animali vivono al riparo sotto una tettoia durante tutto l’anno. L’allevatore, Antonio Trionfi Honorati, vorrebbe lasciare gli animali a pascolo, ma ci sono persone che aprono i recinti permettendo agli animali di uscire.

    Le bufale vivono più di 20 anni e ogni animale ha un nome. Inoltre, c’è un maschio, chiamato Ciccio, che vive insieme con le bufale.

    La mungitura è automatizzata e le vacche vengono munte due volte al giorno. Le vacche Limousine producono circa 20 litri di latte al giorno, mentre le bufale ne producono circa 8 litri.
    Il latte delle bufale contiene l’8% di grasso e non viene imbottigliato.

    I formaggi
    Anche se i formaggi vengono ottenuti dallo stesso latte, è possibile produrre tanti tipi differenti. I tipi dipendono da:

    • temperatura
    • tipo di caglio
    • salatura
    • fuscelle (contenitori perdare la forma al formaggio
    • stagionatura
    • tipo di taglio (forma data al formaggio)

    Si producono circa 30 formaggi e non tutti di tipo tradizionale. Alcuni esempi:

    • ricotta di bufala
    • scamorze e cacetti
    • yogurt di bufala
    • stracciatella di bufala
    • mozzarella esina di latte di bufala
    • robioline
    • primosale
    • stracchinella
    • caciottina fresca al tartufo

    L’azienda ha anche un negozio al pubblico dove si vendono i prodotti del caseificio e altri prodotti principalmente delle Marche. I clienti comprano tutti i formaggi e sembra che la domanda sia più grande che la produzione.

  • Azienda Biologica e Agriturismo Rustici

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    L’azienda Rustici è a prevalente conduzione familiare e dà lavoro anche 8 operatori esterni. L’azienda nasce nel periodo della riforma fondaria operata negli anni 50, dopo la definitiva bonifica della palude maremmana.Infatti, le pianure della Maremma che fino agli anni 50 erano paludose vengono definitivamente bonificate in questo periodo e con il successivo assetto del territorio, i grandi latifondi scompaiono e sono sostituiti dai piccoli fondi assegnati ai contadini.

    La famiglia Rustici ha costruito e ampliato le strutture necessarie all’organizzazione della propria famiglia e dell’azienda attraverso 60 anni di storia. Oggi, quest’azienda può vantare un allevamento di mucche Frisone da latte, di circa 100 capi tra fattrici, vitellini, giovenche e manze, destinato esclusivamente alla produzione di latte; un allevamento brado di vacche maremmane e un allevamento di vacche meticcie da carne (Limousine-Chianine), anche esso tenuto allo stato brado.

    A differenza dell’allevamento in stalla costituito dalle mucche da latte inseminate artificialmente a intervalli regolari di tempo (a 60 giorni circa del parto precedente, cioè annualmente), per le vacche da carne l’inseminazione è naturale. L’azienda possiede anche due tori di razza Maremmana e un meticcio utilizzati per la monta.

    I giovani fratelli Rustici, insieme al padre, hanno fatto una scelta difficile, ma che dà molte soddisfazioni, cioè seguire criteri assolutamente biologici e naturali sia nelle varie fasi dell’accrescimento, della produzione e della trasformazione dei prodotti dell’allevamento;
    sia nelle tecniche delle coltivazioni e del trattamento del suolo, nell’intento di tutelare la salute degli animali e le condizioni dell’ambiente naturale in cui, anche la famiglia vive, lavora e sviluppa giorno per giorno nuove idee per ampliare e migliorare la qualità della vita degli animali, incrementare le potenzialità dell’azienda e introdurre nel mercato prodotti sempre più sicuri e genuini. La famiglia Rustici, da anni si ad opera per promuovere la vendita e di fondere l’abitudine al consumo del latte crudo. Il latte crudo è quello munto dall’animale, e non sottoposto ad alcun trattamento, tranne filtrazione e refrigerazione a 4°C. Per questo ha una serie di proprietà che lo rendono molto apprezzato rispetto alle altre tipologie di latte:

    a. il latte crudo è più facilmente digeribile, contiene tutti gli enzimi in forma attiva e aiuta a migliorare i sintomi di intolleranza alimentare del latte;
    b. il latte crudo aiuta l’assorbimento del calcio perché conserva la fosfatasi. Tale enzima viene inattivato dai trattamenti termici;
    c. il latte crudo possiede maggiori percentuali di grassi insaturi (grassi buoni). Il grasso è fondamentale per il corpo umano, dà energia all’organismo, aiuta ad eliminare le tossine; mantiene l’elasticità di vene e arterie.

    Tra le iniziative dirette alla salvaguardia dell’ambiente, ha una grande importanza il coinvolgimento di altre aziende vicine, nella pratica della coltivazione biologica. L’azienda Rustici, infatti, stabilisce delle convenzioni con alcune aziende confinanti, in base alle quali ha la possibilità di estendere le colture biologiche ai fondi di queste assicurandosi un duplice traguardo:

    1. ristabilire le componenti organiche originarie dei fondi confinanti interrompendo l’uso di pesticidi, diserbanti e di altri prodotti chimici;
    2. provvedere allo stoccaggio dei foraggi, dei cereali e delle leguminose necessari al nutrimento dei propri animali.
    Una parte dei mangimi destinati ai bovini proviene dai foraggi spontanei che l’azienda Rustici ha la possibilità di tagliare annualmente nella vicina oasi del WWF, in base a un’altra convenzione stipulata con questa associazione.

    L’attività svolta dalla famiglia Rustici è ufficialmente riconosciuta dall’ente regionale ARSIA attraverso il certificato di conformità alla normativa che regola l’agricoltura biologica, rilasciato periodicamente.

    L’allevamento in stalla è formato da ripari aperti ai campi coltivati a pascolo spontaneo, dove le mucche da latte possono liberamente accedere. I capi da latte sono attentamente seguiti per la cura veterinaria vengono adottati protocolli omeopatici, come prevede il disciplinare biologico. Ogni mucca è fornita di un pedometro che rileva lo stato della sua salute deducibile, sia dalla quantità del latte prodotto segnalato dallo strumento (le mungiture sono tre al giorno: mattina, primo pomeriggio e sera), sia dalla intensità del movimento dell’animale evidenziata dallo stesso. Tutti i dati relativi a ciascuna mucca (fattrice) sono raccolti in un computer, in singole schede dalle quali risulta molto chiaramente il momento esatto (giorno e ora) in cui dovrà essere effettuata l’inseminazione artificiale. L’inseminazione deve avvenire dopo almeno 60 giorni dal precedente parto. Infatti, dopo il parto la madre viene immediatamente separata dal vitellino e per un periodo di due mesi chiamato, asciutto, perché la produzione del latte e la relative mungitura saranno limitate ai soli 10 giorno successivi al parto, non produrranno altro latte e saranno tenute a riposo in attesa della successiva inseminazione. I vitellini, infatti, pur non essendo allattati dalla madre direttamente hanno assolutamente bisogno del suo latte in questa prima fase della loro vita. Nei successivi 80 giorni possono bere il latte di qualunque mucca. All’allattamento si provvede con un poppatoio computerizzato e programmato in modo da somministrare a ciascun capo la quantità di latte necessaria. Il latte è preventivamente riscaldato dallo stesso macchinario. Dopo 90 giorni di allattamento, maschi e femmine vengono svezzati in recinti separati. Le femmine, a loro volta sono ospitate in tre distinti recinti a seconda delle fasce di sviluppo: in un primo recinto sono tenuti i capi nella prima fase di svezzamento (3/6 mesi); in un secondo recinto sono tenute le giovenche (7/12 mesi -fase della pubertà); in terzo recinto sono tenute le manze, cioè i capi in età feconda (12-16 mesi), che verranno sottoposte in inseminazione artificiale con scadenza annuale.

    I due allevamenti allo stato brado (circa 50 capi vacche maremmane da carne e circa 70 vacche meticcie da carne) si trovano in un’altra azienda di 90 ettari in una zona vicino a centro medievale di Magliano dove i rilievi raggiungono 150/200 metri sul livello del mare e si alternano a valli ricche di macchia mediterranea, dove si trovano gli antichi fontanili ancora utilizzati per l’abbeveraggio degli animali.

    La reintroduzione delle vacche maremmane in questo paesaggio tipico della Maremma-Toscana offre un immagine di quanto la volontà dell’uomo possa essere di fondamentale importanza nella ricostituzione dei cicli naturali è nella riconquista dell’equilibrio tra ambiente naturale, produttività e qualità della vita umana. Questo processo biologico avviato dall’azienda Rustici è diretto a ripopolare la campagna con gli allevamenti tradizionali: la vacca maremmana è un animale a lento accrescimento, abituata ai grandi spazi delle maremme e in questo ambiente riesce a utilizzare per il proprio nutrimento tutte le risorse offerte dalla macchia mediterranea spontanea e dai pascoli perenni compiendo dei lunghi percorsi ad essa congeniali.

    I pascoli spontanei vengono seminati una volta e ricrescono spontaneamente a partire dal secondo anno attraverso la naturale diffusione dei semi sul terreno e con la collaborazione delle stesse vacche: percorrendo più volte il pascolo rilasciano i loro escrementi ricchi di semi e contribuiscono all’arricchimento del suolo.

    Tra le tecniche di rotazione agraria tradizionali reintrodotte dai fratelli Rustici riveste una grande importanza, ai fini della conservazione delle proprietà del suolo, il sovescio. Con questa tecnica si può utilizzare una determinata coltura che anzitutto, prepari il terreno per accogliere una piantagione pluriennale. Una pianta usata in questi casi è il cosìdetto favino, una leguminosa con la quale si ottengono almeno tre obiettivi principali:

    a: dopo avere sparso il letame proveniente delle stalle nel terreno da preparare, si semina la leguminosa che tra alimento dal letame, trasformando attraverso chimici e biologici in elementi che, alla fine del ciclo vitale della pianta, ritornano al terreno arricchendolo.
    b. il favino è una pianta con una potente funzione allopatica, ciò significa che durante tutto il periodo dello sviluppo non permette insediamento di altre piante (erbacce) sul terreno.
    c. alla fine del suo ciclo la leguminosa viene lasciate a essiccare sul terreno che così risulta naturalmente diserbato.

    Oltre a queste caratteristiche come tutte le leguminose arricchisce il terreno di azoto fissatore. Prima di seminare la nuova pianta su questo terreno, per esempio, il mais verrà praticato il sovescio: i residui della leguminosa verranno amalgamati meccanicamente con il terreno così arricchito di tutti gli elementi necessari alla nascita e crescita della nuova piantagione.

    Questa azienda ha molte prospettive di sviluppo, non solo nel campo esclusivamente agricolo o di allevamento, ma anche nel settore della ricezione turistica. Infatti, all’interno della zona destinata a pascolo brado sono presenti numerosi percorsi e sentieri praticabili sia a piedi che il mountain bike che presto accoglieranno gruppi di appassionati della natura. Sarà anche organizzati un servizio di ristorazione a base di piatti locali preparati con loro prodotti assolutamente biologici già da diversi anni effettuano la vendita diretta del latte crudo, e non pastorizzato proveniente dal loro allevamento.

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

  • Aia Della Colonna

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    Aia Della Colonna, un’azienda di agricoltura biologica gestita dalla famiglia Tistarelli fin dai primi anni ’70.

    L’azienda si trova nell’interno della Maremma toscana, tra le Terme di Saturnia ed il Monte Amiata, in una zona in cui la macchia mediterranea si apre per scoprire il caratteristico passaggio toscano formato da dolci rilievi e valli che si estendono fino al arrivare al mare.

    La famiglia Tistarelli ha acquistato l’azienda agricola, che oggi funziona anche come agriturismo, all’inizio degli anni 70.

    Dal 1995 è diventata un’azienda biologica che si propone di reintrodurre e incrementare l’utilizzazione di una antica razza bovina: la vacca maremmana. Questa razza era già utilizzata dagli etruschi come bestiame da lavoro. Oggi, alcuni allevatori maremmani la reintroducono per utilizzarne le carni: sono vacche di grande taglia, di ossatura robusta e perciò, poco apprezzate nel mercato. Si cerca, per tale ragione, di valutare il gusto e la prelibatezza delle sue carni magre per allargare la nicchia di mercato, oggi riconquistata. Una caratteristica fisica molto evidente in questa razza sono le lunghe ed ampie corna.

    Nell’allevamento Tistarelli ci sono circa 100 capi tra fattrici, vitelli da latte e vitelli adulti. Mentre le vacche e i vitellini vivono e si nutrono liberamente del pascolo nei campi semi selvatici, i vitelli che stanno per raggiungere il momento della vendita sono tenuti nei recinti sotto riparo dove si nutrono di erba medica, trifoglio e foraggi prodotti dalla azienda secondo il sistema biologico. Per radunare le vacche e i vitelli che vagano liberamente per la quasi totale ampiezza dell’azienda (240 ettari suddivisi tra bosco, pascoli e terreni semiselvatici) sono utilizzati i cavalli condotti da esperti butteri (i famosi cowboys della Maremma).

    Oltre all’allevamento delle vacche maremmane, l’azienda possiede un allevamento di maiali della famosa razza “Cinta senese”, tradizionalmente allevati, appunto, nella zona di Siena. I maiali vivono sotto riparo, ma da qui possono uscire in spazi aperti dove trovano di che nutrirsi.

    L’azienda alleva anche le pecore e gli agnelli per la carne e possiede, inoltre, un piccolo allevamento di polli: un incrocio fra due razze ruspanti diverse.

    Le colture praticate, oltre ai foraggi (coltura principale), al trifoglio e all’erba medica, sono la vite e l’olivo, utilizzati solo per il fabbisogno della famiglia e degli ospiti della struttura agrituristica.

    C’è anche un piccolo laboratorio per la lavorazione e la trasformazione delle carni bovine, suine ed ovine. Questi prodotti vengono venduti al pubblico direttamente in azienda.
    Le cantine sono particolarmente adatte alla stagionatura dei trasformati.

    La produzione dei diversi salumi avviene con tecniche artigianali; per la conservazione dei prodotti insaccati si impiega solo il sale: non si utilizza alcun tipo di conservante chimico.

    Le carni fresche sono vendute direttamente a soggetti che somministrano il prodotto ai propri clienti (ristoranti, enoteche ecc…).

    I salumi sono molto apprezzati, soprattutto in Toscana, dove tradizionalmente si usa il pane insipido, il cui gusto si sposa bene con quello dei salumi conservati con il sale. Il tutto potrebbe essere consumato, accompagnato dal morellino classico prodotto in zona.

    L’azienda produce la salsiccia stagionata, l’ammazzafegato (un tipico salume maremmano), il salame, l’ arista, la pancetta, il guanciale, il prosciutto e il lardo.

    Il mercato dei prodotti è limitato alla Toscana e a qualche altra regione limitrofa.

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.