Tag: la decantazione

  • Azienda Vitivinicola Francesco Fiori di Usini

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    Usini è un piccolo paese della provincia di Sassari dove la luminosità e la spazialità si fondono e irradiano in tutte le direzioni investendo le case, i campi e le persone di una energia invisibile, ma palpabile e riscontrabile nella generosità degli abitanti che donano i loro prodotti a piene mani, senza aspettarsi niente in cambio dal visitatore.

    La completezza della loro offerta, la spontaneità e l’intelligenza del loro dono è ineguagliabile, così come è impareggiabile la destrezza con cui eseguono le operazioni necessarie alla nascita, allo sviluppo, al raccolto e alla trasformazione dei frutti della loro terra.

    Questa è la sensazione che si riceve attraverso il contatto con loro; entrando negli ambienti in cui effettuano con le proprie mani le varie fasi della produzione e della trasformazione e ascoltandoli: le loro informazioni sono precise, dettagliate e specifiche, ma allo stesso tempo così chiare e comprensibili anche per noi che ci avviciniamo per la prima volta a queste diversificate realtà produttive.

    Abbiamo visitato la piccola cantina di Francesco Fiori, un giovane produttore di vino che, dopo varie esperienze professionali, in Sardegna e in Piemonte, ha deciso di tornare a casa e di riprendere in mano, coraggiosamente, l’attività che è stata del padre dei nonni e, dei lontanissimi antenati. Infatti, la tradizione della viticoltura in Sardegna affonda le sue radici nella preistoria.

    Nei suoi vigneti Francesco coltiva il Cagnulari, un vitigno autoctono a bacca nera diffuso solo in Sardegna. Infatti, non si hanno notizie precise della presenza di questo vitigno in altre parti del Mediterraneo. Dal Cagnulari si ottiene un vino rosso scuro (o nero) corposo, un I.G.T. (Indicazione Geografica Tipica) dal gusto avvolgente:”Serra Juales”.

    L’altro vitigno coltivato da Francesco è il Vermentino, che potrebbe anche essere considerato come una pianta autoctona, dato che si hanno notizie di una sua diffusione in Sardegna già nel medioevo.

    Il sistema di coltivazione praticato da Francesco si avvicina sempre più al biologico integrale. Le piccole dimensioni del vigneto gli consentono il controllo diretto di tutte le fasi del ciclo produttivo: dalla preparazione del terreno, di natura mista argilloso-calcarea, all’impianto del vitigno porta innesto e al successivo innesto da cui si svilupperà una vite ad alberello.
    Il controllo diretto e l’autogestione del produttore interessano tutte le fasi successive della trasformazione dell’uva.

    Nelle varie fasi di preparazione del terreno è molto importante l’operazione del sovescio: si permette alle erbe spontanee di svilupparsi e di produrre i frutti (soprattutto leguminose e cereali che rilasciano elementi come azoto, potassio, etc.); quando questi giungono a maturazione, il terreno viene rivoltato con appositi attrezzi, e l’erba così sradicata viene lasciata tra le zolle dove decomponendosi rilascia gli elementi di arricchimento del suolo.
    Un’altra operazione di fondamentale importanza, necessaria a garantire il perfetto sviluppo della vite è la “scalzatura”, anche questa effettuata manualmente.

    Nel periodo compreso tra i mesi di gennaio e marzo, i ceppi sono in letargo, cioè non producono gemme, ed è il momento della prima potatura.

    La seconda potatura chiamata “potatura verde” si effettua staccando a mano i germogli in eccesso che spuntano generalmente tra marzo e giugno.
    Il diradamento dei germogli naturalmente incide sulla quantità dell’uva prodotta, ma ne migliora notevolmente la qualità.

    Nella sua cantina , Francesco segue con la stessa precisione e passione cura le singole fasi di trasformazione del prodotto. Qui l’uva passa attraverso la pigiatrice dove gli acini dell’uva vengono schiacciati per farne fuoriuscie il succo. Successivamente, il prodotto verrà travasato in appositi contenitori dove, attraverso il susseguirsi delle varie operazioni di mostatura, sgrongatura e svinatura (operazioni che vengono eseguite ad intervalli di tempo differenti, a secondo il tipo di vino che si dovrà ottenere) sarà sottoposto anche alla decantazione (le impurità precipitano e vengono eliminate attraverso degli appositi filtri). Completati i vari travasi, nel mese di febbraio, il vino bianco può essere imbottigliato e conservato, mentre il vino rosso si potrà imbottigliare solo nel periodo compreso fra il mese di giugno e il mese di agosto. Mentre il vino bianco può essere commercializzato nel momento stesso in cui viene imbottigliato, il vino rosso può essere commercializzato a partire dal mese di dicembre, cioè a 4/5 mesi dall’imbottigliamento.

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

  • Azienda Vitivinicola Mura

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    L’azienda Vitivinicola “Vini Mura” sorge nella località Azzanido (in lingua sarda significa terra al di là dei confini della neve). Pur essendo stata avviata nel 1975 dal signor Filippo Mura, rappresenta la prosecuzione di un progetto familiare ideato dal padre quando a partire dagli anni 50 comincia ad acquistare degli appezzamenti vicino a Olbia per impiantare i primi vigneti.
     
    Negli anni 70 queste terre vengono espropriate per la costruzione dell’aeroporto resa necessaria dallo sviluppo turistico dovuto alla vicinanza della costa Smeralda. In questa nuova ubicazione Filippo Mura dà corpo al sogno del padre potenziandolo con l’impianto di nuove vigne. Continuando nella tradizione paterna e innovandola, riesce a ampliare l’azienda familiare attraverso un processo di miglioramento e di adattamento tecnologico sul filo della tradizione paterna continua a ingrandire e lavorare con passione trasmettendo l’amore per la coltivazione della vite anche a tre dei suoi figli i quali oggi si occupano dell’azienda e della commercializzazione del prodotto. In particolare, l’enologo dell’azienda, la figlia più giovane di Filippo, Marianna, si occupa della produzione del vino selezionando le uve e seguendo tutto il processo di trasformazione. Le uve prodotte sono varie. Nella piantagione che occupa 10 ettari, la maggior parte occupata dal vecchio vigneto i cui ceppi come ogni anno vengono potati tra gennaio e febbraio, il periodo in cui la pianta è in letargo, cioè non produce gemme. È da questa parte del vigneto si ricavano le uve migliori. Infatti, sono i vecchi ceppi che producono l’alta qualità. Un’altra parte del vigneto è formato da giovani piante, che sono al secondo anno di sviluppo e sono infatti ancora sostenuto dal tutore.
     
    Di terreno arricchito dalla qualità del granito si producono varie qualità di uva, tra le uve nere si produce il canonau (un uva autoctona), tra le uve bianche, il vermentino che pur che (si pensa che provenga dalla Corsica), tuttavia è proprio in Sardegna che grazie al grado di acidità presente nel terreno, raggiunge l’esaltazione delle sue proprietà. È molto importante che tutti i mosti contengano un certo grado di acidità.
     
    Perché il vino sia di qualità è molto importante cogliere l’uva nel momento in cui si raggiunge il maggiore equilibrio tra il grado di acidità e il tasso di saccarosio presenti nel frutto. Queste sono alcune delle informazioni che molto generosamento il Signor Filippo Mura ci trasmette. Durante la nostra visita.vediamo anche la cantina. Qui, oltre alla piciatrice e al torchio ci sono le grandi botti dove il mosto viene messo a fermentare. Durante la fermentazione la temperatura può raggiungere 20/30°C e a questo punto entra in azione il refrigeratore che facendo scendere la temperatura, fa precipitare le impurità presenti nel mosto. Questa è la prima fase di decantazione. Dopo circa 2 giorni il mosto viene trapassato in un’altra botta. I travasi da una botta all’altra si effettono a intervalli regolari di tempo. Durante questa successione di travasi si aggiunge il lievito che mette in azione gli enzimi che trasformarono gli zuccheri in alcool. Dopo i vari travasi il vino viene conservato nelle botti di rovere o viene imbottigliato per il mercato.
     
    I vini prodotti nell’azienda sono: i Canonau, Baja e Cortes, e alcuni tipi di vermentino chiamati Sienda e Cherremi.
     
    Località: Azzanido, Loiri, Porto San Paolo (OT)
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