Università dei Cani da Tartufo

by admin on 09/10/2010

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Purtroppo non basta portare un cane in un bosco, lasciargli sentire il profumo d’un tartufo e poi ordinargli di cercarli.

Addestrare un cane a questo scopo è un`arte dove bisogna lavorare molto sia a livello di rapporto con l`animale che a livello tecnico. Secondo la mia guida, Filippo, i cani sono spesso dei meticci e non obbligatoriamente di razza pura. Anche se non conosco il programma di studio dell’Università dei Cani da Tartufo, che è stata fondata nel 1880 dal bisnonno di Giovanni Monchiero, il presente titolare, non è facile studiare neanche qui! I cani che si laureano in quest’università ricevono una certificazione, cioè che hanno completato un’istruzione difficile.

Abbiamo assistito a una ricerca simulata del tartufo in un noccioleto presso Roddi. Questo significa che prima della ricerca, Giovanni aveva nascosto qualche tartufo in vari punti del noccioleto. A onore di cronaca bisogna aggiungere che il cane ne ha trovati anche altri!

Durante la ricerca simulata Giovanni lascia libero il suo cane che si mette a cercare tra gli incitamenti del padrone, che però si limita solo a quello. Quando l’animale trova qualcosa di interessante, subito comincia a scavare indicando il punto dove si può trovare un prelibato tartufo. A questo punto, viene interrotto e la ricerca continua manualmente o con l`aiuto di un sapin, attrezzo usato dai trifolau, per non rovinare nulla . Nel frattempo il cane rimane disteso lì accanto sorvegliando l`operato ed in attesa della sua ricompensa. Dopo il recupero del tartufo, il cane viene sempre premiato con qualcosa di buono da mangiare e una bella dose di carezze.

Dopo il ritrovamento del tartufo, si deve ricoprire meticolosamente il buco per non danneggiare né le radici né le spore rilasciate dal tartufo, permettendo così la ricrescita nello stesso posto di nuovi prodotti negli anni successivi.

Mentre assistevo alla ricerca, sembrava davvero che il cane e Giovanni agissero quasi in simbiosi. A conferma di ciò voglio citare una frase che ho trovato sul sito web di Giovanni: “solo un rapporto ben affiatato con il proprio cane permette di riconoscere i segnali che indicano la presenza certa del tartufo”.

Naturalmente si devono anche conoscere i luoghi dove crescono i tartufi. Per un buon apprendimento ci vogliono tanti anni, probabilmente tutta la vita. Comunque il tartufo predilige un suolo argilloso-calcareo e umido. Inoltre, i tartufi crescono vicino a particolari tipi di albero come il rovere, il nocciolo e il pioppo bianco.

Giovanni ha anche fondato un piccolo museo del tartufo dove si può approfondire la storia della sua famiglia e della ricerca del tartufo, le sue caratteristiche organolettiche, ecc.

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