L’azienda agricola Murgia

by admin on 26/09/2012

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L’azienda dei fratelli Murgia è situata nella zona tra il litorale della costa orientale della Sardegna, nella sub regione «Baronie», all’interno del territorio comunale di Posada, vicino alla strada statale 131. L’azienda nasce negli anni ’50 quando il padre di Pino Murgia, dopo molti anni di duro lavoro nelle miniere del Belgio, decide di tornare a casa, di sposarsi e formare una famiglia. Prima di partire per il Belgio, siccome faceva il servo-pastore e non possedeva il terreno, si era proposto di mettere da parte un piccolo capitale per poter tirare su una azienda propria.

Dopo il suo ritorno, aveva comprato due mucche. Decisione che poteva apparire strana, questa! Infatti, mentre gli altri contadini solitamente compravano due buoi che, come è risaputo, sono più adatti al lavori nei campi, lui fece una scelta diversa, ma con un preciso scopo. Anche se le mucche non sono forti come i buoi, possono avere i vitelli e dare il latte! Con le due mucche, quindi, poteva dare avvio al suo progetto, e, siccome non aveva il terreno, si fece assegnare un prato comunale dove poter coltivare i prodotti necessari al fabbisogno della famiglia e far pascolare la sua piccola mandria.

Pian piano, con il lavoro nei campi, l’aiuto della moglie Anna Caderina (che oltre ad aver cura della famiglia faceva la sarta) e l’apertura di un piccolo negozio per la vendita del latte, acquistava dei terreni dove poteva far pascolare la sua mandria di mucche e vitelli..

La sua proprietà era cresciuta così tanto che oggi, i figli Pino e Mirko che gestiscono la fattoria, hanno deciso di destinare una parte della proprietà ad area ricettiva: un hotel della famiglia che si chiama “Anna Caderina Village Hotel”.

Il nome non è stato scelto a caso. Anna Caderina, infatti, è il nome della madre, e Loretta è la sorella di Pino e Mirco che gestisce la struttura. L’albergo è stato costruito  in un’area non coltivabile vicino alla fattoria.

Per andare a trovare Pino Murgia nella sua fattoria abbiamo dovuto superare alcuni campi con dei greggi di pecore. Arrivati a destinazione, appena scesi dalla macchina abbiamo sentito un poderoso “Buongiorno”! Nonostante ci guardassimo intorno non siamo riusciti a vedere immediatamente la persona che ha pronunciato questo saluto, ma subito dopo, Pino, che aveva appena munto una capra, è comparso come per incanto.

Infatti, è uscito fuori da una delle casette dove erano alloggiate le capre. Le casette sono adiacenti e divise da pareti di  legno. ognuna con una porta costituita da sbarre con una apertura da cui è possibile nutrire gli animali.

Vicino alle casette delle capre si trova la grande stalla dove vediamo circa 10 mucche di razza Bruno-Alpina Pura, tutte attaccate a una griglia in modo tale che possano mangiare il fieno dalla mangiatoia.

Dopo la mungitura delle capre, abbiamo potuto assistere alla mungitura delle mucche.

Pino ha liberato quattro delle mucche che stavano attaccate alla griglia, che si sono  dirette speditamente verso l’edificio adiacente. Ovviamente, sapevano dove andare visto che ognuna di loro ha trovato subito la propria giusta posizione. Dopo aver pulito le mammelle delle mucche, Pino ha attaccato una specie di tazza ad ogni capezzolo ed ha avviato la mungitrice meccanica.

Finita la mungitura, tutte le vacche sono state entrare liberamente nel prato.

Intanto, Pino ha riempito un contenitore con il latte di una della mucche, l’ha portato a un vitellino alloggiato in un’altra casetta vicino alle capre e l’ha messo in modo tale che il vitellino ha potuto succhiare il latte attraverso una tettarella collegata al contenitore. Nello stesso tempo, un cinghiale che si muoveva liberamente per la fattoria facendo un po’ come voleva. Infatti, vedendo che il vitellino succhiava il latte dal secchio, il cinghiale tentava in tutti i modi di inclinarlo per poter bere direttamente dal contenitore. Fortunatamente, il vitellino è riuscito a bere tutto il latte.

Da un’altra parte, al riparo sotto una tettoia ci sono anche i manzi.

Prima di lasciarci, Pino ci ha dato le indicazioni per raggiungere il loro nuovo albergo. Uno splendido Hotel a 4 stelle che la famiglia Murgia ha inaugurato recentemente. Qui incontriamo altro membro della famiglia:  Loretta. E’ lei, la sorella di Pino e Mirko, che gestisce l’albergo e che ci accoglie sorridente accompagnandoci nei vari settori dell’Hotel.

Splendido il giardino che dai porticati si estende fino alla valle sottostante; immensa la sala ristorante sconfinante sotto i porticati.

Dopo la visita all’albergo siamo tornati a Posada dove si trova la grande grande casa signorile della famiglia Murgia. Pino ci ha informati che il latte sarebbe stato portato là e avremmo potuto assistere alla preparazione del formaggio: le “perette”

Qui troviamo la madre Anna Caderina. E’ lei ancora oggi il potente legante della famiglia Murgia. Nonostante l’età, riveste tuttora un ruolo fondamentale nella vita della famiglia, ma partecipa attivamente anche alle attivita aziendali.

Infatti, il latte degli animali viene portato nella casa di Posada, dove, in un ampio ambiente destinato al caseificio familiare, abbiamo visto Anna Caderina, preparare il formaggio. Dopo ha versato il latte in un contenitore, l’ha riscaldato a circa 40 gradi, ha aggiunto il caglio (un composto enzimatico estratto dallo stomaco dei mammiferi) per separare Ia parte grassa dalla parte liquida. Mescolava il latte con un’asta più volte e dopo 15-20 minuti il latte ha cominciato a diventare denso, fino a quando si è trasformato nella cagliata. Ha messo le braccia nella cagliata, e pian piano ha portato la parte grassa verso la superficie. Poi l’ha sollevata in un contenitore bucherellato e l’ho messo su due tavole che si trovavano alla cima del contenitore del caglio. A questo punto, la parte grassa conteneva ancora tanto liquido, il siero, che fluiva nel caglio a causa della gravitazione. Con mani esperte, Anna Caderina comprimeva e girava la parte grassa alcune volte allo scopo di far uscire il siero.

Ha ripetuto questa procedura ancora una volta, poi ha cominciato a riscaldare il resto del latte per fare la ricotta. Mescolava la cagliata regolarmente e dopo alcuni minuti era possibile vedere che il siero diventava più denso e si formavano dei piccoli strati grumosi uniti a un liquido bianco sulla superficie. A questo punto, ha usato un utensile per raccogliere la ricotta e l’ha messa nei contenitori bucherellati. Questa volta ha lasciato uscire il siero solo a causa della gravitazione. Il liquido che rimaneva dopo la preparazione del formaggio, sarebbe stato dato ai maiali e ai cinghiali così così che tutto sarebbe stato utilizzato.

Il formaggio sarebbe stato trasformato nelle ”perette”, dopo la nostra visita, e sarebbe destinato alla vendita diretta ai clienti, come pure la carne e le salsicce.

Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

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