Tag: allevamento di maiali

  • La Scapigliata Società Agricola

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    Arriviamo nell’agro di Fonteblanda dove si trova l’azienda agrituristica “La Scapigliata” lasciando la S.S.l e introducendoci verso l’interno, lungo la Strada Vicinale dei Bagnacci. Raggiungiamo la cima di una collina dove sorge un complesso di edifici un tempo adibiti a stalle, granai, capanni per attrezzi e pagliai; ci inseriamo tra queste costruzioni sparse e ben distanziate tra loro, per incontrare gli attuali proprietari che ci accolgono con grande calore e ben disposti a spiegarci tutto sulla loro azienda agricola e zootecnica che si estende per piccole colline e vallecole tutt’intorno alle strutture fino a sconfinare nella tipica pianura litoranea della Maremma che prima della bonifica erano formata da paludi impraticabili per buona parte dell’anno.

    Ci colpisce la professionalità e l’amore dei proprietari verso il loro lavoro che comprende anche la ricezione turistica per diversi mesi dell’anno; ma soprattutto la competenza e l’originalità con le quali hanno riutilizzato, operando una riconversione delle strutture rustiche rispettosa delle caratteristiche edilizie permettendo l’esatta rilettura dalla loro originale funzione. Tra le strutture destinate alla ricezione colpisce la vastità delle cucine e della zona pranzo ricavate all’interno di un enorme capannone che originariamente doveva ospitare foraggiere e pagliai, macchinari agricoli e grandi quantitativi di prodotti destinati alla conduzione della antica azienda agricola e zootecnica. Infatti ci spiegano che l’antico proprietario possedeva una grande azienda di allevamento bovino.

    I proprietari sono degli appassionati di architetture agrarie, ma anche di musica e soprattutto di jazz. Infatti per tutta l’estate ospitano concerti all’aperto. La proprietaria, Aurelia, che è architetto, ha avuto ha voluto valorizzare gli spazi della grande stalla realizzando una esposizione di oreficeria etrusca in una stalla per mucche che per la maestosità della elevatissime capriate di legno, per i materiali costruttivi e infrastrutturali, per l’ampiezza e la fattura delle pavimentazioni, davvero di grande valore, potrebbe essere definito un monumento: sì certo, un monumento all’attività rurale del secolo scorso.

    Questa struttura ha subito una riconversione geniale: solo una larga fascia pavimentale centrale è stata posata a terra per eliminare l’incavo centrale della stalla dove si raccoglieva probabilmente lo stallatico che doveva essere ogni giorno destinato al processo di compostaggio e diretto ad ottenere il letame.

    Per il resto, dentro questa stalla monumentale tutto è rimasto come era: le antiche infrastrutture come mangiatoie, pavimenti inclinati e scanalati fatti di antico e solido cotto rosso e i robustissimi pilastri di legno che sostengono monumentali capriate di legno.

    Il contrasto tra questa struttura rurale e la preziosità della oreficeria etrusca anziché stridere, sublima l’antica vitale funzione rurale dell’edificio. Si tratta della riproduzione fedele per quanto attiene il materiale, l’oro, le forme e le tecniche. Tutto eseguito con la sola attrezzatura di cui potevano disporre gli etruschi. Gli orafi grossetani che hanno realizzato questi pezzi di oreficeria che sono i più belli e i più famosi del mondo e infatti, gli originali si trovano esposti nei più famosi musei in Italia e nel mondo. Siccome gli etruschi non potevano disporre di alcun attrezzo ottico per ingrandire le i microscopici granelli d’oro con i quali realizzavano le decorazioni a granulazione, anche i nostri orafi contemporanei hanno dovuto realizzare queste copie senza l’ aiuto di una lente di ingrandimento e senza superare una temperatura di 400 gradi nella fusione del metallo prezioso.

    Dopo la visita alla mostra dei gioielli etruschi ci siamo incontrati nella grande cucina e sala da pranzo con il marito della signora Aurelia, lo chef dell’agriturismo che ha preparato per noi un pranzo tipico semplice e ricco, allo stesso tempo assolutamente speciale!

    Abbiamo potuto assistere alle varie fasi della preparazione e fotografare le varie sequenze in cucina fino alla presentazione dell’intero menu che abbiamo gustato mentre ascoltavamo il meglio della musica internazionale selezionata con estrema competenza e gusto.

    Il menu ricco e prelibato consisteva in:

    • bruschetta con il nuovo olio d’oliva e aglio
    • antipasti a base di pecorino affinato con vinacce di Morellino e affettati prodotti in azienda
    • zuppa di verdure e di legumi al pomodoro fresco
    • pasta con pomodori e basilico
    • carne di manzo – stracotto maremmano
    • crostata di pesche
    • digestivo – Amaro Etrusco

    In azienda naturalmente abbiamo potuto visitare anche le varie colture:

    l’oliveto le cui piante pur essendo di varie tipologie sono accomunate dal fatto che i loro frutti sono raccolti in anticipo rispetto ai tempi naturali per una ragione di fondamentale importanza. Per evitare che le olive vengano attaccate dalla terribile mosca olearia che in genere infesta gli oliveti nel mese di ottobre. Per salvare dalla larva della mosca quindi, la raccolta viene effettuata in settembre indipendentemente dal tipo di olivo.

    Il vigneto il cui impianto molto giovane, risalente a soli tre anni fa e quindi non ancora pienamente produttivo ha permesso alla famiglia di effettuare al momento solo una micro-vinificazione.

    Un orto multi-culturale che accoglie circa 80 piantine tra solanacee, legumi, fragole, verdure a foglia, cucurbitacee e piante aromatiche. Naturalmente, i prodotti orto-frutticoli vengono utilizzati e consumati nella cucina dell’agriturismo.

    Molto particolare l’allevamento del maiale nero (incrocio tra la razza Large Black britannica, il Nero dei Nebrodi della sicilia ed il Nero Amiatino locale) di circa 50 cappi adulti e una ventina di maialini già svezzati e tenuti in recinti separati, oltre ai cuccioli ancora allattati dalle scrofe.

    Un gruppo di maiali si nutriva all’aperto, ma all’interno di un’area recintate ed altri stavano in piccoli recinti separati, questi ultimi destinati alla prossima macellazione. I maiali vengono macellati quando hanno circa 2 anni e pesano circa 150 chilogrammi.

    E’ stata una visita molto interessante e piacevole.

  • Agriturismo Sa Tiria

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    Sa Tiria” è un’azienda a conduzione familiare radicata da secoli nel territorio e tradizionalmente dedita sia all’allevamento di ovini e suini, che all’agricoltura, ma circa dodici anni fa, la famiglia ha preso la felice decisione di allargare le funzioni aziendali con la ricezione turistica che ad oggi ha sviluppato con successo un’ulteriore serie di funzioni parallele, di natura educativo-culturale relativa allo sviluppo territoriale sostenibile, resa possibile dalla multifunzionalità della struttura di accoglienza.

    Il territorio dell’azienda si estende per circa 150 ettari ed è suddiviso in varie aree: area destinata alla struttura agrituristica e a giardino, zona boscata, campi coltivati a ortaggi, oliveti, ampie radure dove pascolano libere le pecore e recinti per l’allevamento suino. La famiglia coltiva il foraggio destinato a integrare l’alimentazione delle pecore soprattutto nei periodi di siccità, quando per la carenza delle piogge, l’erba comincia a scarseggiare e non mancano, in un’azienda di tali estensioni, le aree destinate al rimboschimento con arbusti, alberi di alto fusto della macchia mediterranea e pini.

    Lungo una delle scarpate, un certo numero di massi di granito in posizione dislocata rispetto alla loro sede naturale, testimoniano l’utilizzazione della rupe granitica come cava per l’estrazione di materiale edilizio, attività, questa, già da qualche decennio, interrotta.

    L’azienda, posta poprio di fronte alla strada provinciale, interrompe gradevolmente i declivi delle colline per disporsi tra le discese a mare che, partendo dalla spianata davanti alla truttura ricettiva finiscono nella linea di costa, e la sequenza di colline di colonnato granitico grigio e rosso che, dietro gli edifici fanno da corona alla vallata inondata di sole e di luce marina.

    Il motivo del successo dell’ampliamento funzionale dell’azienda si può leggere nelle lungimiranti vedute che sembrano aver guidato l’intera famiglia in tutte le scelte che partono dalla trasformazione delle strutture (oltre all’ampliamento e alla ristrutturazione degli edifici preesistenti, sono state aggiunte strutture destinate all’ospitalità dei turisti, alla ristorazione e ricezione, e altri spazi sapientemente disposti nell’area di pertinenza, destinati ad altre funzioni), alla sapiente gestione dell’agriturismo, principalmente svolta dalle sorelle Carla e Linda, coadiuvate dai fratelli Lucio e Salvatore e naturalmente supportata dalla poco visibile, ma amabilissima presenza dei loro genitori.

    La gestione dell’attività di ricezione è però principalmente seguita dalle due giovani donne dal sorriso così aperto e caldo quanto sicuro e non privo di intelligente ironia. Preciso e competente è il loro modo di proporre e di suggerire i luoghi da visitare, le amenità e le tradizioni locali, le spiagge più spettacolari e quanto altro può concernere il benessere dell’ospite.

    La presenza alacre e costante delle sorelle si esprime attraverso la loro innata abilità nella scelta dei piatti in cucina; nella cura puntigliosa dedicata giornalmente alla struttura e al suo funzionamento e nella relazione sempre pronta e premurosa, ma discreta ed opportuna stabilita con gli ospiti.

    Ogni tanto si incontrano i genitori e l’uno o l’altro dei due fratelli che ovviamente collaborano nell’esercizio turistico, oltre a seguire le attività agricole e zootecniche, ma l’anima sempre presente è quella delle due sorelle, che sembrano essere nate per accogliere, per creare tutti i presupposti umani e professionali necessari ad apprestare alle persone e agli spazi adibiti all’ospitalità ogni sorta di attenzione, mantenendo sempre un contegno spontaneo e diretto, familiare, ma allo stesso tempo riservato e delicato.

    Che tutta la famiglia sia poi dotata di un gusto particolarmente attento alla tradizione, ma anche proiettato verso tutto ciò che, dello stile moderno risulta conciliarsi son la sobrietà dello stile architettonico e artistico sardo, lo si può ben vedere, sia nella decisione di realizzare una struttura lineare, disposta prospetticamente in posizione asimetrica, sia nelle scelte degli arredi interni dell’ ampia e luminosa sala ristorante, dei mobili e delle cucine assolutamente funzionali e moderni, installati nella sala ampia, luminosa e ben arieggiata destinata alla preparazione dei pasti. Un ambiente sempre denso di aromi genuini, di profumi dei piatti locali e da cui provengono tutti i pasti per gli ospiti:

    • a cominciare dalla colazione assolutamente di prima scelta, completa di tutti gli elementi nitritivi e delle sostanze necessarie per iniziare la giornata con un alta carica energetica (marmellate ottenute dai frutti delle piante mediterranee come, i corbezzoli, le mele cotogne, le prugne e quant’altro; yogurt e ricotta fresca; formaggi pecorini locali e affettati, tutti prodotti dalla casa, frutta biologica di stagione…);
    • per finire con la cena sana, equilibrata, variata e tipicamente sarda, quindi costituita da prodotti locali: antipasti, primi piatti fatti in casa (tortelli di formaggio e ricotta malloreddus con salsiccia e pomodoro, fregola, tagliatelle), ricchi e caratteristici secondi piatti (agnello arrosto, pecora in umido e arrosto, maialetto arrosto, coniglio alla cacciatora) completi di contorni di verdure cotte, insalate miste, olive, patate arrosto verdure grigliate olive e ancora formaggi locali e per finire, la frutta e l’immancabile dolce sempre diverso creato dalle mani delle sorelle. Il tutto accompagnato dagli ottimi vini della casa e, per concludere, il liquore di mirto.

    Ci accompagna la costante sensazione che tutti gli aspetti della gestione siano dettagliatamente curati non solo all’origine, ma costantemente: momento per momento. Ci sembra anche che ogni minimo particolare relativo sia alla vita degli ospiti che alla efficienza dei locali di pertinenza esclusiva del singolo ospite e quelli riservati alla vita comune formino oggetto di continua attenzione.

    Infatti, i locali dedicati alla ricezione, al soggiorno esterno nelle verande (anche esse ben arredate e efficacemente predisposte per la piacevole sosta degli ospiti durante i momenti di relax), le ampie e luminose camere e i bagni, il ristorante e le cucine, i giardini terrazzati antistanti la struttura sono attentamente sottoposti a giornaliere e minuziose pulizie e a continui miglioramenti.

    Tutto è perfettamente pulito e curato negli interni: dalle ampie vetrate e dai pavimenti della immensa sala ristorante, con i tavoli coperti da tovaglie immacolate perfettamente stirate, agli appartamenti con spaziosissime e luminose camere munite di bagno e antebagno; e, negli spazi esterni, dalle alte verande sulle quali si aprono le rispettive camere, ai giardini terrazzati prospicienti le verande .

    La struttura ricettiva, articolata in diversi corpi di fabbrica disposti prospetticamente, si estende trasversalmente sul pendio della collina, mettendo in bella mostra un ampio porticato aperto a ventaglio, quasi ad abbracciare tutti gli oliveti sparsi a semicerchio tra la struttura e i declivi più in basso che degradano verso la costa incontrando, nel loro ultimo punto di fuga, il profondo blu del mare posto lì, a poche centinaia di metri, proprio di fronte all’agriturismo. La struttura perfettamente soleggiata e arieggiata, grazie alla sua esposizione a mezzogiorno, è composta da una serie di edifici preceduti da un giardino ampio e rigoglioso, un tripudio di colori: bouganville, tante specie di piante rampicanti dalle fioriture accese, azalee, rose, gerani, fiori stagionali, oleandri e ancora olivi e piante mediterranee.

    Il sole riempie tutti gli spazi penetrando le linde camere che si aprono dietro il colonnato in mattoni che sorregge il tetto del porticato supportato da una robusta travatura di legno.

    Abbiamo trascorso un soggiorno veramente incantevole in questo immenso tratto costiero disegnato dalle linee collinari inondate di luce e profumate di macchia e di salsedine marina, avvolti dall’atmosfera dolce di quest’autunno solare e dalla calda accoglienza della famiglia.

  • Aia Della Colonna

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    Aia Della Colonna, un’azienda di agricoltura biologica gestita dalla famiglia Tistarelli fin dai primi anni ’70.

    L’azienda si trova nell’interno della Maremma toscana, tra le Terme di Saturnia ed il Monte Amiata, in una zona in cui la macchia mediterranea si apre per scoprire il caratteristico passaggio toscano formato da dolci rilievi e valli che si estendono fino al arrivare al mare.

    La famiglia Tistarelli ha acquistato l’azienda agricola, che oggi funziona anche come agriturismo, all’inizio degli anni 70.

    Dal 1995 è diventata un’azienda biologica che si propone di reintrodurre e incrementare l’utilizzazione di una antica razza bovina: la vacca maremmana. Questa razza era già utilizzata dagli etruschi come bestiame da lavoro. Oggi, alcuni allevatori maremmani la reintroducono per utilizzarne le carni: sono vacche di grande taglia, di ossatura robusta e perciò, poco apprezzate nel mercato. Si cerca, per tale ragione, di valutare il gusto e la prelibatezza delle sue carni magre per allargare la nicchia di mercato, oggi riconquistata. Una caratteristica fisica molto evidente in questa razza sono le lunghe ed ampie corna.

    Nell’allevamento Tistarelli ci sono circa 100 capi tra fattrici, vitelli da latte e vitelli adulti. Mentre le vacche e i vitellini vivono e si nutrono liberamente del pascolo nei campi semi selvatici, i vitelli che stanno per raggiungere il momento della vendita sono tenuti nei recinti sotto riparo dove si nutrono di erba medica, trifoglio e foraggi prodotti dalla azienda secondo il sistema biologico. Per radunare le vacche e i vitelli che vagano liberamente per la quasi totale ampiezza dell’azienda (240 ettari suddivisi tra bosco, pascoli e terreni semiselvatici) sono utilizzati i cavalli condotti da esperti butteri (i famosi cowboys della Maremma).

    Oltre all’allevamento delle vacche maremmane, l’azienda possiede un allevamento di maiali della famosa razza “Cinta senese”, tradizionalmente allevati, appunto, nella zona di Siena. I maiali vivono sotto riparo, ma da qui possono uscire in spazi aperti dove trovano di che nutrirsi.

    L’azienda alleva anche le pecore e gli agnelli per la carne e possiede, inoltre, un piccolo allevamento di polli: un incrocio fra due razze ruspanti diverse.

    Le colture praticate, oltre ai foraggi (coltura principale), al trifoglio e all’erba medica, sono la vite e l’olivo, utilizzati solo per il fabbisogno della famiglia e degli ospiti della struttura agrituristica.

    C’è anche un piccolo laboratorio per la lavorazione e la trasformazione delle carni bovine, suine ed ovine. Questi prodotti vengono venduti al pubblico direttamente in azienda.
    Le cantine sono particolarmente adatte alla stagionatura dei trasformati.

    La produzione dei diversi salumi avviene con tecniche artigianali; per la conservazione dei prodotti insaccati si impiega solo il sale: non si utilizza alcun tipo di conservante chimico.

    Le carni fresche sono vendute direttamente a soggetti che somministrano il prodotto ai propri clienti (ristoranti, enoteche ecc…).

    I salumi sono molto apprezzati, soprattutto in Toscana, dove tradizionalmente si usa il pane insipido, il cui gusto si sposa bene con quello dei salumi conservati con il sale. Il tutto potrebbe essere consumato, accompagnato dal morellino classico prodotto in zona.

    L’azienda produce la salsiccia stagionata, l’ammazzafegato (un tipico salume maremmano), il salame, l’ arista, la pancetta, il guanciale, il prosciutto e il lardo.

    Il mercato dei prodotti è limitato alla Toscana e a qualche altra regione limitrofa.

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.