Tag: Bossolasco

  • Eugenio Truffa Giachet confectionery

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    Turin’s request for being considered as a “the capital of chocolate” is derived from a tradition dating from the early 1600s. During the Napoleonic wars, a naval blockade in the Mediterranean impeded the import of cocoa beans to Italy and, being the main ingredient of chocolate, the production of chocolate. Fortunately, a certain Michele Prochet had a brilliant idea: mix chocolate with hazel nuts. In the beginning, the finished product was called givu in Piemontese, meaning stub because of its cylindrical shape.The first gianduiotto (literally, a small gianduja, which is pronounced jan-doo-yah) was presented at Carnival, in the shape of an upturned boat of the carnival mask.

    A gianduja of prime quality contains very little sugar, instead its taste is given by a mix of chocolate and hazel nuts. A real gianduja is produced only by using the hazel nuts called Tonda Gentile, which are only cultivated in the Langhe area in Piemonte, incidentally the same as where the Truffa confectionery is located. In order to transform the hazel nuts into an ingredient in a gianduja, they have to be toasted slowly and be turned around continuously. Doing it this way, the outer shell will not be burned at the same time as the core is being toasted.

    The confectionery of Eugenio Truffa has been in Bossolasco, the village of roses, for 25 years. He’s a real craftsman, who loves his work. Having arrived at his premises without any appointment, he welcomed us warmly. Waiting for an appropriate moment, that is when the pastry shop wasn’t full of customers, my guide went up to him, presented us and asked him about his work. After a short chat, he invited us to join him in his confectionery upstairs where he proudly showed us the machines he and his workers are using together with a big clump of 25 year old yeast, probably a sourdough starter. Understanding why he’s famous for his pastries was quite easy: if his products had a quality corresponding to a half of the love and passion he showed when presenting his products to us, they would still have been excellent. Having finished the theoretical part, we turned to the tasty part consisting of enjoying the taste of mixed fruits mixed with dark chocolate. We could also admire a phone made of chocolate, taste the “Smiles of Bossolasco” and the “Gera ed Belb”, a real feast for the eyes (together with our taste buds). We could also gaze at a wide selection of jams, Turkish delights and ice cream. Treats not to be missed.

    All the products are based on traditional, mostly Piemontese recipes where Eugenio mixes natural materials of optimum quality without adding preservatives or chemicals. Unfortunately, we had to let Signor Truffa in peace, and having thanked him again, we left the pastry shop unwillingly.

    The village of Bossolasco is located off the beaten track. In order to get there, drive south from Alba towards the sea where you will ascend the hilly terrain of Medialanga. It takes about 20 minutes, but it’s really worth it. In addition to being able to eat delicious sweets, you can admire breathtaking panoramic views and lovely scenery, another reason for going to Bossolasco.

  • Pasticceria Artigianale Eugenio Truffa Giachet

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    La richiesta di Torino di essere considerata “la capitale del cioccolato” risale a una tradizione che inizia nel 1600. Durante le guerre napoleoniche, il blocco navale del Mediterraneo aveva lasciato le fabbriche produttrici di cioccolato a corto di chicchi di cacao. Per risolvere il problema, un certo Michele Prochet, ebbe un’idea: miscelare il cioccolato con le nocciole. Inizialmente, il prodotto ottenuto veniva chiamato con la parola piemontese givu che significa mozzicone per via della forma arrotolata data al prodotto. Nel 1867 fu presentato in occasione del Carnevale il primo gianduiotto, già nella sua forma tipica e tuttora invariata: quella di una barca capovolta.

    Per fare un ottimo gianduia, si deve usare poco zucchero: il gusto viene dato dal cioccolato e dalle nocciole. Un vero gianduia viene prodotto esclusivamente con nocciole Tonda Gentile che vengono coltivate solo in Piemonte e precisamente nelle Langhe, dove mi trovo. Per trasformarle in un ingrediente base per il gianduia, devono essere tostate lentamente e girate in continuazione. In questo modo, il centro della nocciola viene tostato senza che l’esterno venga bruciato.

    La pasticceria di Eugenio Truffa esiste da 25 anni a Bossolasco, il paese delle rose. È un artigiano innamorato del suo lavoro. Arrivati nel suo locale senza preavviso si é comportato con noi con una gentilezza e una premura degne di nota. Attendendo il momento propizio, cioè quando il locale non era pieno di clienti, lo abbiamo avvicinato presentandoci e facendogli domande sul suo lavoro. Dopo le precauzioni di rito, ci ha accompagnato nel suo laboratorio al piano superiore e con fare molto gentile ci ha mostrato in modo fiero gli attrezzi del suo lavoro. Ho capito fin dall’inizio il perché della sua notorietà: se i suoi prodotti valessero anche solo la metà dell’ amore e della passione che ci mette a presentarli, sarebbero già di per sé eccellenti. Finita la parte teorica siamo ritornati nel locale dove é cominciata la parte più gustosa con assaggi di frutta mista di stagione con cioccolato fondente. Abbiamo potuto ammirare le creazioni artistiche in cioccolato, assaggiato i sorrisi di Bossolasco e la “gera ed Belb”: un vero tripudio per i nostri occhi (e non solo) di pasticceria fresca e secca, confetture, gelatine e gelati. Prelibatezze da non perdere.

    Tutti i suoi prodotti si rifanno ad antiche ricette tradizionali (e non solo) piemontesi, dove Eugenio amalgama solo materie naturali di ottima qualità senza aggiunta di conservanti né prodotti chimici. La visita purtroppo è arrivata al termine e ringraziando nuovamente i signori Truffa abbiamo lasciato quel posto a malincuore. Il paese é un po’ fuorimano: da Alba dirigendosi a sud in direzione mare ci si deve inerpicare sulle colline della Medialanga. Ci vogliono circa 20 minuti, ma ne vale assolutamente la pena. Oltre ad una bella scorpacciata di dolci alla faccia delle diete, strada facendo si possono ammirare panorami e paesaggi stupendi, motivo in più per una tappa a Bossolasco.