Tag: carne

  • Azienda agricola e macellerie Nardi

    Curious cows

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    L’azienda è stata fondata dal padre del signor Nardi nel lontano 1952.

    E’ straordinario e sorprendente trovare, in un piccolo e grazioso centro come Pescia Romana, una macelleria così grande con una rara e variegata selezione di carni e di salumi, tanto di maiale quanto di cinghiale!

    Un’abbondanza ed una varietà visibile sia nei banconi che nella fitta esposizione sospesa al soffitto. I prodotti sono intenzionalmente esposti alla luce che ne può mettere in evidenza, caso mai ce ne fosse stato bisogno, qualsiasi piccolo difetto o imperfezione di ogni singolo prodotto.

    E’ incredibile anche l’assolutezza della pulizia dei locali!

    Tra le altre merci esposte c’era anche una ricca selezione dei prodotti molto richiesti che include:

    • costata di manzetta
    • bollito di manzetta
    • straccetti di manzetta
    • osso buco
    • girello
    • noce o fesa di suino
    • pancetta di suino
    • salsicce di puro suino consistente di carni suini, sale e pepe
    • tagliatella di manzetta consistente di carne di manzetta, paté di lardo di maremma, sale, pepe e aromi naturali
    • polpette di carne macinata di manzetta, sale, pepe, aglio, patata, prezzemolo, uovo, pane grattugiato
    • schiacciata e prosciutto di cinghiale

    Molto gentilmente, il Signor Nardi ci ha mostrato anche la cantina con le varie camere di raffreddamento colme di cosce di suino sulle mensole e prosciutti e salsicce sottoposti a stagionatura appesi dal soffitto.

    Per fare il prosciutto di suino, si deve seguire una procedura rigida e i seguenti punti danno un’idea su quello che si deve fare:

    • Isolamento: Prima si devono scegliere alcuni animali idonei alla macellazione tenendo in considerazione le condizioni di salute, il loro peso, il sesso e l’età.
    • Raffreddamento: La coscia fresca deve risposare per 24 ore in una cella raffreddata intono di 0°C.
    • Rifilatura: Si asporta parte del grasso e della cotenna per ottenere una forma tondeggiante della coscia trattata.
    • Salagione: Le parti della cotenna sono trattate con sale umido, mentre le parti magre vengono ricoperte con sale asciutto. Poi si mette la coscia in una cella frigorifera ad una temperatura compresa tra 1 e 4 °C, con l’80% circa di umidità. Dopo una settimana, viene ripresa, pulita dal sale residuo e alla fine messa sotto una leggera passata di sale e spostata in un’altra cella frigorifera.
    • Riposo: Si toglie il sale residuo dal pezzo trattato e lo si mette in un’apposita cella, ad un tasso di umidità ridotto al 75%, ma ad una temperatura che deve essere tra 1 e 5 °C per almeno due mesi. Durante questo periodo il sale entra in profondità della carne dove si distribuisce uniformemente.
    • Lavatura – Asciugatura: Il sale rimanente viene tolto e l’asciugatura viene fatta per mezzo delle condizioni ambientali naturali o in un apposito asciugatoio.
    • Pre-stagionatura – Toelettatura: Le coscie vengono appese e asciugate usando delle condizioni dell’umidità interna o le condizioni climatiche esterne.
    • Sugnatura: Si copre la parte muscolare con la sugna, un impasto di grasso di maiale macinato con aggiunta di un po’ di sale e di pepe macinato e talvolta farina di riso. Questa procedura è seguita per ottenere l’ammorbidimento degli strati muscolari superficiali, evitando un asciugamento troppo rapido rispetto a quelli interni.
    • Stagionatura: La coscia viene appesa in una camera a temperatura umidità controllate per almeno un anno.
    • Sondaggio e marchiatura: Quando il prosciutto supera l’esame effettuato da parte di un esperto, si applica un marchio per assicurare la tracciabilità, e così il prosciutto è pronto per il consumo.

    Il signor Nardi ci ha detto che la sua azienda alleva le mucche maremmane vicino alla sua macelleria e ci ha voluto accompagnare anche a visitare l’allevamento. In 5 minuti siamo arrivati alla fattoria dove due mandrie di vacche e buoi maremmani vivono allo stato semi-brado dentro due recinti nei quali c’è la riserva dei foraggi consistenti in prodotti tipici della Maremma come fieni da prato naturale, l’erba medica, il granoturco, le farine di cereali, l’orzo, le fave e le favette.

    Il luogo è caratterizzato da ampi spazi che assicurano la libertà di movimento agli animali che possono spostarsi dai prati a cielo aperto alle tettoie di protezione per difendersi dalle intemperie.

    Inoltre, la fattoria è circondata da molti altri campi e da pochissime case che conferiscono al luogo una atmosfera di libera tranquillità, nonostante la vicinanza alla spiaggia tirrenica frequentata da un buon numero di turisti durante l’estate.

    La razza bovina maremmana è rustica e frugale, resistente alle malattie e alle difficoltà climatiche e si adatta ai foraggi scadenti prodotti spesso in una zona dove la scarsa piovosità non sempre permette il massimo sviluppo delle colture.

    La presenza delle mandrie bovine al pascolo brado ha contraddistinto per secoli le zone paludose della Maremma. Oggi si assiste ad una frequente reintroduzione di questa razza particolarmente adatta all’allevamento allo stato brado in ambienti marginali.

    Nei secoli scorsi veniva allevata come razza dalle molteplici attitudini: ottima per la carne, buona produttrice di latte e soprattutto instancabile nel lavoro. Vista la sua caratteristica robustezza, un tempo veniva usata per trainare carri per il trasporto di merci e persone e per aiutare l’uomo nella lavorazione dei campi, come si può ammirare nei caratteristici dipinti dei pittori cosiddetti “macchiaioli” di fine ottocento e inizio novecento.

    Ancora oggi vi sono gli specialisti del mestiere chiamati “Butteri”, che possono entrare nei recinti degli animali per selezionare a colpo d’occhio i capi più idonei alla macellazione. Gli animali da macellare passano da un recinto ad un altro, dal quale, attraverso un corridoio si passa, poi, nel mattatoio vero e proprio. Questo passaggio serve per cercare di evitare che l’animale si renda esattamente conto di ciò che l’aspetta, con la speranza che non arrivi stressato al momento che porrà fine alla sua vita.

    Dopo di che degli esperti macellai trasformano la carne dell’animale in prodotti atti alla commercializzazione e al consumo.

    La carne maremmana è una carne dalle qualità organolettiche superiori, con un tenore in colesterolo pari a quella del pesce.

  • Azienda bio-agricola La Selva

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    Avevo già visitato La Selva a marzo 2009, ma trattandosi di una azienda polifunzionale di grandi estensioni (829 ettari); dai molteplici e interessanti aspetti riguardanti i vari processi bio-dinamici, zootecnici e multiculturali a ciclo completo – ricomposizione del suolo-coltivazione-trasformazione e vendita dei prodotti –; ospitante anche una struttura agrituristica ed uno spazio vendite, è sempre utile tornare nelle diverse stagioni per osservare varie fasi di produzione e diversi momenti del ciclo delle colture, raccogliendo tante impressioni sul suo funzionamento e la sua filosofia ambientale.

    Come sempre, la filosofia dell’azienda e quella di funzionare collaborando con la natura anziché sfruttarla. In questo modo la vita in superficie e nel sottosuolo risulterà sempre arricchita. Anche se non possiamo vedere a occhio nudo le piccolissime creature che vivono nel suolo e nel sottosuolo in simbiosi con le piante, queste ci sono e non sfuggirebbero all’osservazione al microscopio. Infatti, c’è una ricca fauna anche sotterranea che neanche i ricercatori moderni conoscono bene.

    Ma il risultato visibile parla da solo: un suolo sano dà piante sane.

    Qui si pratica un sistema a rotazione molteplice alternando con turni regolari i cereali, le foraggere e gli ortaggi con possibilità di inserimento della operazione del sovescio. Ogni ciclo dura 7-8 anni. L’erba medica viene coltivata 2-3 anni di seguito, ma la si raccoglie diverse volte all’anno evitando di farle portare a compimento la fioritura con conseguente caduta di semi sul terreno. A questo tipo si coltura si alternano anno dopo anno altri tipi di piante che arricchiscono li terreno di azoto fissativo a altri elementi nutritivi.

    Ogni ciclo include la coltivazione del favino da sovescio che produce 2 effetti positivi sul suolo:

    • apporto di nutrienti per le culture successive.

    • riduzione degli effetti del dilavamento del terreno dovuto dalle piogge invernali.

    Quest’azienda alleva bovini di razza Chianina da carne e il prodotto del compostaggio dello stallatico si usa come concime naturale dei campi dove si seminano i foraggi ed i cereali che ritornano poi agli animali come alimenti. I vitelli con le loro madri sono tenuti in stalle aperte per qualche mese. Così le mucche che sono delle madri molto protettive verso la prole, stanno il più possibile con i loro figli.

    Per fertilizzare i campi, si usa anche il compost che consiste in paglia e letame derivante da residui della potatura e gli scarti organici provenienti dalla trasformazione dei prodotti agricoli.

    Non si usano né i pesticidi né gli insetticidi che rendono le piante vulnerabili agli insetti come, per esempio, gli afidi, i quali potrebbero danneggiare la maggior parte delle colture. Quindi si applicano delle efficaci tecniche di difesa delle piante dai parassiti e da altre malattie. Alla base del sistema di difesa c’è la prevenzione che si realizza operando delle scelte opportune relative alle varietà delle colture ai metodi di cura del terreno con equilibrati usi di fertilizzanti che spesso provengono dalla appropriata rotazione delle colture e dagli scari organici delle varie lavorazioni che si svolgono nell’azienda.

    Dunque, collaborando con la natura, la stessa natura trova i sistemi di difesa idonei a prevenire malattie infestanti e attacchi da parassiti. Pe esempio gli afidi che si riproducono a dismisura provocando danni a volte incalcolabili alle colture possono essere divorati da altri insetti come le coccinelle, le quali a loro volta si riproducono in gran numero nei terreni non trattati con insetticidi, lo stesso dicasi per altri tipi di insetti che non potrebbero riprodursi in presenza di determinate sostanze provenienti da pesticidi ed altri prodotti chimici. Alla Selva questo circolo alimentare è ormai inglobato nel sistema della prevenzione difensiva naturale perché si assiste annualmente alla riproduzione di milioni di coccinelle e di altri insetti utili alle colture. Per combattere le erbe infestanti, quest’azienda usa varie tecniche come la falsa semina, attraverso la quale si prepara un pezzo di terreno come se si volesse coltivare qualche verdura, ma senza seminare niente. In questo modo, si stimola la produzione delle erbe infestanti che si possono eliminare successivamente in modo naturale, per esempio anche con il piro-diserbo, cioè con l’uso del calore, il quale produce l’essicazione e la morte; o con mezzi meccanici atti all’estirpazione delle erbe.

    Quest’azienda collabora con la natura perché ha aumentato la biodiversità del suo terreno attraverso sistemi diretti alla creazione e al mantenimento di habitat diversificati come, terreni incolti, zone umide e boschi, per un totale di 80 ettari.

    LaSelva pensa anche agli uccelli e a come migliorare le loro condizioni di vita. Quindi, in collaborazione con gli ornitologi locali ha progettato e realizzato il reimpianto delle piante autoctone e arbusti che entrano nel ciclo biologico fornendo protezione a determinati tipi di uccelli che fanno parte di una catena alimentare specifica. Gli uccelli trovano rifugio negli alberi e allo stesso tempo vanno a caccia di quegli insetti che potrebbero danneggiare la produzione dell’azienda. Sugli alberi sono state posizionate anche tante cassette nido per loro. Un altro modo per arricchire la natura è quello di includere dei laghetti che consentono la costituzione, sulla superficie e lungo i loro argini, dell’habitat per rettili e gli anfibi, oltre a garantire l’utilizzazione di una notevole quantità d’acqua, nel caso di piogge abbondanti, e a rappresentare una riserva d’acqua per gli animali selvatici nei periodi di siccità.

    Inoltre, sono stati disseminati dei mucchi di legno morto dove trovano il loro habitat tanti altri tipi di insetti utili e si pratica anche l’apicoltura per favorire l’inseminazione attraverso il lavoro di impollinazione delle piante operata dagli insetti che diffondono i semi delle stesse piante trasportando appunto il polline contenuto nei fiori.

    La Selva tratta bene i propri animali cercando di assicurare loro una vita sana e non sottoponendoli a condizioni di stress.

    Anche se non sembra possibile evitare la macellazione, alla fine, ma almeno durante la loro vita si cerca di farli vivere nei modi più naturali.

    Grazie a tutte queste attività notate brevemente sopra, la fertilità del terreno di quest’azienda è cresciuto. la grande biodiversità ha ridotto notevolmente gli attacchi degli insetti e di malattie fungine.

    Per ridurre il consumo d’energia elettrica dalla rete, l’azienda ha installato tre impianti fotovoltaici.

    Si usa acqua con bassa pressione e l’irrigazione a goccia per innaffiare le piante. Per ridurre l’evaporazione dell’acqua, si copre il terreno che viene irrigato con un telo in materiale biodegradabile.

    Inoltre, l’acqua proveniente dal pozzo viene filtrata, decalcificata e sottoposta alla luce ultravioletta per eliminare batteri e virus. Quindi, l’acqua, dopo essere passata attraverso le piantagioni, a fine ciclo produttivo viene depurata in un impianto di fitodepurazione.

    L’ultima cosa, ma non di minore importanza: i dipendenti vengono trattati bene dal loro datore di lavoro.

    Sicuramente, quest’azienda rispetta fino in fondo il motto di Slow Food: buono, pulito e giusto!