Tag: pecore

  • Azienda agricola e zootecnica Farina

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    Questa azienda si trova qualche chilometro a nord della Selva da quale è una parte ed è certificata biologica.

    La famiglia Farina è della Sardegna e sono di tre generazioni qua. Ha cominciato la sua azienda vicino a Talamone nel 1992, poi si sono spostati qua.

    L’azienda è a conduzione familiare e Luigi Farina la gestisce e si definisce pastore per passione e per vocazione e combina la tradizione con l’innovazione.

    È il primo pastore in Italia che ha adottato un sistema completamente informatizzato per monitorare il gregge e la qualità del latte. Ogni pecora ha un microchip dentro di loro che la identifica e che consente al pastore attraverso un palmare sapere la salute e la produzione di latte di tutti gli animali. Si monitora anche la presenza di cellule incresciate e alterate nel latte della pecora e se succede, dà un allarme. Il pastore può subito isolare questa animale cosi che non inquina il latte buono. Invece, ci vuole almeno 3 giorni per il pastore scoprire che una pecora ha cellule malate quando il latte e già stato contaminato. Anche se Farina considerava questo monitoraggio un azzardo all’inizio, ha ampiamente pagato.

    Un’altra innovazione include assumere maestri dalla Nuova Zelanda per tosare ogni pecora in solo 40 secondi senza doverla legare, risparmiandole un grande stress.

    Come dalla Selva, il benessere degli animali è la cosa più importante per questa azienda e secondo il fratello di Luigi Farina, che è un dipendente alla stessa azienda, le pecore hanno una vita migliore di noi.

    Secondo Farina, lo scopo è rimanere sul mercato molto tempo, non fare molti soldi, avere l’autosufficienza e rimanere autonomo. Il problema che si deve sempre evitare è non avere i materiali primi e si deve fare i mangimi per gli animali continuamente.

    Il terreno dell’azienda consiste nel 400 ettari e 60 ettari sono per il pascolo. Ha circa 1300 pecore consistente di 3 razze da latte:

    • lacaune dalla Francia: alta produzione, il latte rende più alla produzione.

    • assaf dal Israele: molta produzione, poco caseina.

    • razza sarda: buona produzione.

    Il latte di pecora contiene 7% di grasso, mentre quello di mucca contiene 3%.

    Le pecore mangiano l’erba medica e il trifoglio a stato brado quando è possibile. Invece, sono dentro recinti dove ci sono i foraggi, l’erba fresca e una miscela di grani quando i campi sono secchi. Naturalmente, il gusto dei loro formaggi cambia con quello che le pecore mangiano.

    Non si può mungere le pecore tutto l’anno perché non fanno il latte sempre, ma è possibile estendere la duranza della produzione siccome ha tre razze di pecora.

    Le pecore vengono munte con attrezzi apposite e due dipendenti fanno la mungitura allo stesso tempo. Le pecore entrano la stanza dove si fa la mungitura due volte al giorno e entrano un recinto quando l’hanno finita. Ci sono i computer che registra ogni pecora e la quantità di latte che viene munto.

    Fortunatamente, ci sono le sorgenti con l’acqua naturale in questa area.

    Il latte biologico viene portato a un caseificio che si chiama Frisi di Castel del Piano che Farina ha scelto “per il particolare microclima della montagna amiatina” dove il latte delle pecore viene trasformato nel pecorino fresco, semi-stagionato e stagionato. Questa azienda può garantire la qualità dei suoi prodotti che sono certificati dall’Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale).

    La certificazione biologica controlla:

    • degli operai

    • degli animali

    • l’aspetto sociale

    • la filiera

    Questa azienda si fa la commercializzazione del formaggio e si lo consegna ai clienti locali. Comunque, una grande parte della produzione viene esportata in Germania, ma anche in Austria, Giappone e Islanda.

    Farina ha installato moduli fotovoltaici vicino a casa della sua famiglia e loro producono 12 kW d’energia solare che dà l’energia elettrica a 30 famiglie.

  • Azienda agrituristica Su Sattisceddu

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    Attraversando la pianura del Campidano e percorrendo la strada provinciale Uras/San Nicolò d’Arcidano, siamo arrivati all’agriturismo Su Sattisceddu. L’azienda agrituristica è a conduzione familiare. Ad attenderci c’era Mauro, il figlio primogenito, che  gentilmente ci ha accompagnati alla fattoria dove tengono gli animali, situata a poca distanza dall’agriturismo (gestito da sua sorella), e dove poco dopo abbiamo incontrato il signor Giuseppe, il padre di Mauro, accompagnato dal suo gregge.

    Mentre prima l’azienda si occupava anche della vendita di formaggi e di carne, oggi preferisce puntare principalmente sulla produzione di latte, che vende alla cooperativa denominata  L’armentizia moderna, situata a circa 30 chilometri, nel territorio di Guspini ma, soprattutto, predilige la vendida degli arieti selezionati per la monta. L’azienda agrituristica, infatti, possiede un allevamento di selezione e presenta gli animali selezionati come razza sarda, nelle mostre morfologiche a livello nazionale.

    Mauro, essendo lui stesso, giudice ed esperto di animali di razza sarda per le altre aziende, ci ha spiegato, insieme a suo padre, quali caratteristiche peculiari deve avere un animale affinchè risulti di razza sarda, e sono: manto completamente bianco privo di chiazze o macchie, lana lunga e omogenea conforme alla razza sarda, arti con gli appiombi dritti, niente corna e perfetta linea dorso-lombare.

    Al nostro arrivo alla fattoria, abbiamo salutato Mauro e siamo rimasti con il signor Giuseppe, che si occupa prevalentemente dell’allevamento degli animali.

    Dapprima, ci ha mostrato all’interno di un recinto, un gruppo di pecore che si stava preparando al parto, a cui ha dato una porzione di cereali per mostrarci come le pecore mangiano la giusta razione quotidiana dalle mangiatoie. Invece, per ciò che riguarda l’erba medica e il fieno, Giuseppe, lascia nel recinto, un quantitativo a disposizione degli animali per tutta la notte.

    In seguito, ci ha mostrato anche la sala mungitura munita di un sistema innovativo per mungere gli animali. Il sistema funziona in questo modo: prima viene messo il cibo in una mangiatoia, quindi le pecore, infilano la testa attraverso una rastrelliera “autocatturante” che blocca l’animale, facilitando le operazioni di mungitura.

    Il signor Giuseppe, inoltre, ci ha spiegato che per natura, la pecora dovrebbe avere cibo a sufficienza 24 ore su 24 e che, come noi, anche le pecore hanno bisogno di una ampia varietà dei cibi quindi, oltre all’erba che pascolano, il fieno, la paglia etc., è importante introdurre nella loro alimentazione, alcuni mangimi concentrati indispensabili all’animale, affinché non vada incontro a carenze nutrizionali. Di solito si tratta di semi, legumi come le favette, misto di polpa di barbabietola e cereali come l’orzo che viene coltivato da Giuseppe. Tali mangimi concentrati vengono dati alle pecore soprattutto durante l’inverno quando la quantità d’erba scarseggia e quando l’animale è più vulnerabile, cioè durante il passaggio dalla fase di asciutta a quella di gestazione e successivamente a quella di lattazione.

    E’ molto importante che gli ovini, essendo dei ruminanti, consumino la giusta quantità di fibra masticabile, fondamentale per la salute delle pecore.

    A tal proposito, Giuseppe ci ha mostrato anche alcuni terreni seminati con quelle che sono tra le piante foraggere più adatte a far pascolare le pecore tra cui il Loietto, il Trifoglio alessandrino e la Sulla, quest’ultima molto apprezzata dagli allevatori, poiché viene utilizzata nella composizione di un foraggio di ottima qualità per il bestiame, avendo come principale caratteristica un alto valore nutritivo, ricco di proteine. La Sulla riesce a bonificare in maniera eccellente i terreni già sfruttati da altre colture, arricchendo il suolo di azoto, e pertanto viene inserita tra due coltivazioni di cereali.

    Intorno alla fattoria ci sono vari campi dove le pecore pascolano, che Giuseppe comincia a seminare sin dai primi di ottobre e finisce a dicembre, di modo che ci sia sempre foraggio a disposizione per i suoi animali.

    Il signor Giuseppe svolge questo lavoro da anni e lo fa con molta passione, portando avanti una tradizione di famiglia iniziata dal suo bisnonno e spera tanto che in futuro anche i suoi figli facciano altrettanto.

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

  • Azienda agricola Michele Cuscusa fattoria

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    La fattoria di Michele Cuscusa si trova su una collina vicino al piccolo paese di Gonnostramatza. La sua azienda è nata con la passione, tramandata di generazione in generazione, per l’allevamento ovino e caprino. Suo padre verso la fine degli anni 40, durante la transumanza si spostava a cavallo nella zona del campidano. Nel 1979, assieme alla famiglia decide di trasferirsi a Gonnostramatza e di acquistare un terreno di 109 ettari che ha gradualmente ampliato con l’acquisto di nuovi terreni. Quando Michele era un ragazzo, suo padre affidava a lui e ai suoi fratelli il gregge, dunque, la sua esperienza con l’allevamento ovino comincia molto presto.

    Oggi l’azienda Cuscusa, si estende su 168 ettari (più altri 70 in affitto), di terreno fertile particolarmente adatto all’allevamento ovino ed è provvista di tutto l’impianto logistico necessario per il buon funzionamento della produzione, quindi: ricovero per gli animali, sala mungitura, sala tosatura e mini caseificio per la produzione di formaggio biologico dal latte crudo.

    Michele Cuscusa ed i suoi 3 fratelli coltivano foraggio, mais ed erba medica in regime biologico proprio con l’obiettivo di migliorare la selezione ovina dell’azienda (quindi di conseguenza anche la produzione di latte) e, da diversi anni, grazie all’attento monitoraggio degli incroci e all’acquisizione di arieti di qualità superiore, gli ovini dell’azienda Cuscusa sono tutti muniti di “pedigree” ARA/APA.

    L’azienda Cuscusa è in continua espansione, ed è a tutti gli effetti un’azienda multifunzionale: oltre ad avere come attività principale l‘allevamento ovino e caprino, si occupa dell’allevamento suino, è dotata di un maneggio e di una scuderia ed a queste attività si aggiunge, inoltre, quella agrituristica.

    Il Sig. Michele è un uomo che ha tanta passione per l’agricoltura e ci ha raccontato di come, durante il boom economico, ai contadini veniva consigliato di lasciare le loro fattorie per lavorare nell’industria. Lui però rimane nella convinzione che l’industrializzazione in Sardegna , non ha portato a molto, al contrario dell’agricoltura che, invece, ancora oggi è ampiamente praticata.

    Durante l’intervista, il sig. Michele ci ha anche parlato dell’interessante esperienza che ha vissuto dando l’opportunità a due giovani apprendisti casari giapponesi, Yiuchiro e Yoichi, che volevano  imparare a fare il formaggio da uno dei maestri dei mini-caseifici della Sardegna – vedere l’articolo: Haiku o l’arte di fare il formaggio.

    Ciò che il sig. Cuscusa ha trovato interessante era l’interazione tra due mondi opposti: da un lato, quello Giapponese, non propriamente legato alla cultura della produzione casearia, (attività poco conosciuta per la maggioranza dei giapponesi), dall’altro quello sardo, la cui cultura è da sempre, strettamente legata al mondo agropastorale.

    L’azienda Cuscusa è anche in contatto con un’associazione italo-giapponese che riceve gruppi provenienti dal Giappone, denominata l’ Orto dei sogni e partecipa all’annuale Festival Regionale del Buon Cibo, a Siddi,( Appetitosamente ).

    Il Sig. Michele ha partecipato anche al Siddi Wine Festival 2013 con il discorso: “Se vino e formaggio vanno a nozze, allora facciamo formaggio”; Ha organizzato, tra le altre cose, un seminario-dibattito sul prezzo del latte ed ha partecipato ad ALIMENTAZIONE – Master of Food ,con Slow Food Oristano con il discorso: “Laboratorio attivo sulla produzione artigianale del formaggio”.

    Il sig. Michele Cuscusa  è inoltre, presidente della Cantina sociale di Mogoro.

    In ultima analisi, l’azienda della famiglia Cuscusa, ci è sembrata  ben integrata nel territorio ed attenta a diversificare la produzione in vari settori, con particolare interesse verso la creazione di prodotti di qualità, legati alla tradizione agropastorale sarda.

    Ringraziamo il Sig. Cuscusa per la sua disponibilità e per averci dedicato del tempo.

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