Azienda agricola Pulledraia del Podere Montegrappa

by admin on 26/09/2018

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Durante la visita ad Alberese abbiamo notato un manifesto contenente un invito a visitare gli animali tipici della Maremma della Azienda Pulledraia.

Cosa c’è di meglio di poter vedere la fauna tipica in libertà in un luogo che è ormai l’emblema della Maremma toscana: il Parco Nazionale della Maremma!

Abbiamo trovato alcuni imprenditori aperti alla nostra richiesta di poter entrare come comuni osservatori interessati a conoscere per scopi didattici e linguistici, le loro colture e tutte le altre attività produttive e ricettive presenti nelle proprietà aziendali. Così abbiamo cominciato le nostre visite proprio dalla Pulledraia, data la sua straordinaria offerta di osservazione degli animali tipici della Maremma mentre pascolano e si riposano liberamente in questa parte del parco della Maremma dove, oltre alle grandi estensioni pianeggianti disegnate all’interno del tracciato stradale di penetrazione agraria ortogonale e da quello dei canali di drenaggio costruiti durante la Riforma Agraria si ere la sequenza delle colline in parte ondulate, ma in parte anche caratterizzate da ripidi crinali delle colline chiamate «I Monti dell’Uccellina»

Laddove in passato erano immense estensioni di paludi, specchi d’acqua lagunari e acquitrinosi terreni, la grande Riforma Agraria degli anni ’50 oggi sono ancora i fondi strappati al fango che permisero la sopravvivenza a dei contadini senza terra, rendendo così possibile l’insediarsi di una comunità nel cui stile di vita e tradizioni produttive ancora resitono le radici culturali delle loro regioni d’origine.

Popolazioni strappate dalla necessità ai loro paesi d’origine così come la riforma aveva strappato le terre alla palude e alla malaria tanto odiata della Maremma che ancora nel dopo-guerra continuava a mietere vittime rendendo al vita alquanto difficile. Nella cura e nella esuberanza delle loro narrazioni scopriamo un mondo di agricoltori tenaci e pieni di inventiva e di allevatori che pur arrivando dal Veneto, dall’Emilia Romagna e dall’alta Toscana non ha resistito a indossare anche i panni del «buttero maremmano».

All’entrata dell’aziendala Pulledraia, in un campo recintato, due cavallini curiosi e bizzarri ci hanno adocchiato immediatamente e si sono avvicinati al bordo del grande spazio verde per poterci studiare da vicino. Ci hanno immediatamente considerato persone affidabili accentando volentieri l’erbetta verde che noi gli porgevamo attraverso i fori della rete di recinzione direttamente tra i denti. Si è subito stabilito un legame affettivo tra noi e loro: difficile lasciarli!

Ma abbiamo dovuto a malincuore interrompere la nostra visita perchè il tempo era limitato e volevamo vedere tutti gli animali.

E così abbiamo proseguito per uno stretto e dritto sentiero sospeso ai bordi di un canale che si snodava parallelamente alla rete di un lunghissimo campo erboso circondato da pini ed altre piante sotto la cui ombra ruminavano dei bovini maremmani. Alcuni di loro alzavano il capo incuriositi della nostra presenza mentre altri continuavano a ruminare ignorandoci. Una atmosfera di placida naturalezza ci avvolgeva completamente in un quadro campestre che sembrava riportarci indietro nel tempo…forse di qualche secolo?

E dopo il gruppo dei bovini era necessario andare oltre e camminare a lungo prima di incontrare un gruppetto di asini, e quindi i bufali, le capre, le pecore e infine i maiali e le scrofe con i loro piccoli.

La distanza tra un gruppo e l’altro delle varie specie era sempre dell’ordine di un centinaio o di varie centinaia di metri. Spesso i limiti dei vari terreni erano segnato dai canali di drenaggio della bonifica realizzata negli anni ’50 e altrettanto spesso, tra un campo e l’altro si ergevano piccolo boschetti di pini e qua e là le piante della macchia mediterranea.

Quando siamo tornati verso il casolare che include anche una struttura ricettiva, abbiamo incontrato Bruno Turco, il titolare dell’azienda con sua moglie Luciana.

Turco è di Salerno e abita qui non dagli anni ’50, ma dal 2002. Ci ha accolto nella sala da pranzo della struttura agrituristica perfettamente restaurata e mantenuta con le caratteristiche architettoniche tipiche dei casolari di campagna degli anni della riforma agraria: possenti travature di legno a sostenere il tetto e una massiccia tavola imbandita per gli ospiti a far bella mostra di affettati, formaggi, altri prodotti e il pane, tutto prodotto in azienda!

Non si poteva rifiutare un invito tanto spontaneo, genuino e sincero, quanto appetitoso per gli occhi e delizioso per il palato!

Come è descritto nel sito web di quest’azienda, la Pulledraia non è stata divisa in piccoli poderi durante la Riforma Agriaria degli anni ‘50, ma è piuttosto il risultato di un accorpamento di circa 24 ettari effettato nel 1924, realizzato all’interno della tenuta di proprietà della famiglia granducale degli Asburgo-Lorena, la famiglia dinastica austriaca succeduta nel governo del Granducato di Toscana all’estinguersi della famiglia dei Medici.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale questa dinastia, diventata nemica dello Stato italiano, cedette la proprietà al duca Lante della Rovere.

Nel 1923, il Governo italiano espropriò la tenuta di Alberese dei granduchi per assegnarla nel 1924, all’Opera Nazionale Combattenti (ONC) con l’attribuzione del compito di gestire la proprietà. .

L’ONC completò l’opera di bonifica e definì circa 100 poderi dandogli i nomi dei luoghi delle battaglie in cui si svolse la prima guerra mondiale (Bainsizza, Montegrappa, Pasubio, Montesanto, Gorizia, Monte Asolone).

Come è descritto nel sito proprio sito web, la famiglia che gestisce quest’azienda, attualmente, ha impiantato numerosi frutteti: pesche, ciliegie, pere, mele, fichi, susine, prugne, albicocche, uva e cachi. Oltre che destinare al mercato la frutta fresca nella stagione propria, buona parte del prodotto viene utilizzato per fare le confetture, nella produzione di dolci e una parte anche per la produzione dei digestivi utilizzati nella stessa struttura.

Oltre ai frutteti, in azienda c’è una notevole produzione di ortaggi come i carciofi, gli asparagi, pomodori, fagiolini, zucchine, zucche, melanzane, peperoni, cavoli, verza, broccoletti, spinaci, bietole, meloni, cocomeri ecc. con cui si confezionano numerosissimi piatti tipici della cucina naturale mediterranea.

Qui si produce anche dell’ottimo vino e dell’olio d’oliva extravergine.

Inoltre ci si dedica anche alla raccolta delle bacche, delle foglie di piante spontanee e di erbe selvatiche (giuggiole, finocchio selvatico, alloro e mirto) da destinare alla produzione di almeno una decina di liquori tradizionali. Notevole è anche la coltivazione dei cereali e la produzione della farina utilizzata per il pane, la pasta, altri dolciumi, torte e zuppe.

Anche le carni provenienti dagli allevamenti di polli, conigli e maiali vengono in parte utilizzate nella cucina della struttura ricettiva per la preparazione dei tradizionali piatti maremmani tra i quali non mancano certo i piatti della selvaggina. Infatti ci sono tanti amici qui intorno che, come è tradizione, partecipando alle battute di caccia portano poi una parte della selvaggina in azienda.

L’agricoltura che si pratica a quest’azienda è biologica, cioè si coltivano le piante senza alcun concime chimico e non si fa uso di diserbanti o pesticidi velenosi. Per arricchire naturalmente il terreno si applica il sistema della rotazione delle colture ad alternanza triennale. Sistema che si traduce in una concimazione organica del suolo: grazie alle colture come ad esempio l’erba medica si arricchisce il terreno di azoto organico. Inoltre si usano poi le sementi originarie di quel particolare territorio che hanno le qualità organoletticbe adatte al tipo di suolo.

Grazie alla pratica dell’agricoltura biologica si ottengono gli alimenti che non contengono antiparassitari e non s’inquina l’acqua sotterranea (falde) da cui attingono gli acquedotti.

L’Agriturismo La Pulledraia, che si trova nel Podere Montegrappa, nasce da un sogno: riappropriarsi del proprio tempo ed iniziare a ristabilire le giuste priorità della vita. La vita oggi scorre a ritmi troppo frenetici e forsennati e non c’è più tempo per le cose essenziali come conversare con gli altri, scambiarsi le proprie esperienze ed i propri punti di vista con calma e tranquillità.

E allora i proprietari dell’azienda hanno pensato di costruire un’oasi per se stessi, la loro famiglia e per quanti vorranno venire a trovarli per condividere la passione per i sapori genuini e la cucina tradizionale “di casa” insieme alla passione per una bellissima regione d’Italia come la Toscana.

Loro producono molti sott’oli e creme vegetali per offrirle ai loro ospiti con i quali amano passare molto tempo in rilassanti conversazioni intorno ai temi che sono centrali della vita agricola e sulla cucina che ne deriva.

Anche a noi, Bruno spiega che loro producono direttamente tutti i prodotti derivanti dalle loro colture come l’olio, il vino, le conserve di pomodoro e creme vegetali di frutta e verdura. Loro si occupano anche della riaccolta dei frutti, le bacche, le foglie e le erbe selvatiche (giuggiole, finocchio selvatico, alloro, mirto) utilizzati per preparare liquori tradizionali.

Per coloro che amano vivere in mezzo alla natura, La Pulledraia gode di una posizione favorevole grazie al suggestivo panorama che si può ammirare a 360° da tutte le camere, e che spazia fino alle colline del Parco della Maremma. Inoltre il panorama rilassante dell’azienda agricola, con i suoi 24 ettari, è ideale per far dimenticare lo stress e l’ansia della vita di oggi permettendo di apprezzare l’atmosfera di totale rilassamento.

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