Tag: l’allevamento delle pecore

  • Agriturismo Sa Tiria

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    Sa Tiria” è un’azienda a conduzione familiare radicata da secoli nel territorio e tradizionalmente dedita sia all’allevamento di ovini e suini, che all’agricoltura, ma circa dodici anni fa, la famiglia ha preso la felice decisione di allargare le funzioni aziendali con la ricezione turistica che ad oggi ha sviluppato con successo un’ulteriore serie di funzioni parallele, di natura educativo-culturale relativa allo sviluppo territoriale sostenibile, resa possibile dalla multifunzionalità della struttura di accoglienza.

    Il territorio dell’azienda si estende per circa 150 ettari ed è suddiviso in varie aree: area destinata alla struttura agrituristica e a giardino, zona boscata, campi coltivati a ortaggi, oliveti, ampie radure dove pascolano libere le pecore e recinti per l’allevamento suino. La famiglia coltiva il foraggio destinato a integrare l’alimentazione delle pecore soprattutto nei periodi di siccità, quando per la carenza delle piogge, l’erba comincia a scarseggiare e non mancano, in un’azienda di tali estensioni, le aree destinate al rimboschimento con arbusti, alberi di alto fusto della macchia mediterranea e pini.

    Lungo una delle scarpate, un certo numero di massi di granito in posizione dislocata rispetto alla loro sede naturale, testimoniano l’utilizzazione della rupe granitica come cava per l’estrazione di materiale edilizio, attività, questa, già da qualche decennio, interrotta.

    L’azienda, posta poprio di fronte alla strada provinciale, interrompe gradevolmente i declivi delle colline per disporsi tra le discese a mare che, partendo dalla spianata davanti alla truttura ricettiva finiscono nella linea di costa, e la sequenza di colline di colonnato granitico grigio e rosso che, dietro gli edifici fanno da corona alla vallata inondata di sole e di luce marina.

    Il motivo del successo dell’ampliamento funzionale dell’azienda si può leggere nelle lungimiranti vedute che sembrano aver guidato l’intera famiglia in tutte le scelte che partono dalla trasformazione delle strutture (oltre all’ampliamento e alla ristrutturazione degli edifici preesistenti, sono state aggiunte strutture destinate all’ospitalità dei turisti, alla ristorazione e ricezione, e altri spazi sapientemente disposti nell’area di pertinenza, destinati ad altre funzioni), alla sapiente gestione dell’agriturismo, principalmente svolta dalle sorelle Carla e Linda, coadiuvate dai fratelli Lucio e Salvatore e naturalmente supportata dalla poco visibile, ma amabilissima presenza dei loro genitori.

    La gestione dell’attività di ricezione è però principalmente seguita dalle due giovani donne dal sorriso così aperto e caldo quanto sicuro e non privo di intelligente ironia. Preciso e competente è il loro modo di proporre e di suggerire i luoghi da visitare, le amenità e le tradizioni locali, le spiagge più spettacolari e quanto altro può concernere il benessere dell’ospite.

    La presenza alacre e costante delle sorelle si esprime attraverso la loro innata abilità nella scelta dei piatti in cucina; nella cura puntigliosa dedicata giornalmente alla struttura e al suo funzionamento e nella relazione sempre pronta e premurosa, ma discreta ed opportuna stabilita con gli ospiti.

    Ogni tanto si incontrano i genitori e l’uno o l’altro dei due fratelli che ovviamente collaborano nell’esercizio turistico, oltre a seguire le attività agricole e zootecniche, ma l’anima sempre presente è quella delle due sorelle, che sembrano essere nate per accogliere, per creare tutti i presupposti umani e professionali necessari ad apprestare alle persone e agli spazi adibiti all’ospitalità ogni sorta di attenzione, mantenendo sempre un contegno spontaneo e diretto, familiare, ma allo stesso tempo riservato e delicato.

    Che tutta la famiglia sia poi dotata di un gusto particolarmente attento alla tradizione, ma anche proiettato verso tutto ciò che, dello stile moderno risulta conciliarsi son la sobrietà dello stile architettonico e artistico sardo, lo si può ben vedere, sia nella decisione di realizzare una struttura lineare, disposta prospetticamente in posizione asimetrica, sia nelle scelte degli arredi interni dell’ ampia e luminosa sala ristorante, dei mobili e delle cucine assolutamente funzionali e moderni, installati nella sala ampia, luminosa e ben arieggiata destinata alla preparazione dei pasti. Un ambiente sempre denso di aromi genuini, di profumi dei piatti locali e da cui provengono tutti i pasti per gli ospiti:

    • a cominciare dalla colazione assolutamente di prima scelta, completa di tutti gli elementi nitritivi e delle sostanze necessarie per iniziare la giornata con un alta carica energetica (marmellate ottenute dai frutti delle piante mediterranee come, i corbezzoli, le mele cotogne, le prugne e quant’altro; yogurt e ricotta fresca; formaggi pecorini locali e affettati, tutti prodotti dalla casa, frutta biologica di stagione…);
    • per finire con la cena sana, equilibrata, variata e tipicamente sarda, quindi costituita da prodotti locali: antipasti, primi piatti fatti in casa (tortelli di formaggio e ricotta malloreddus con salsiccia e pomodoro, fregola, tagliatelle), ricchi e caratteristici secondi piatti (agnello arrosto, pecora in umido e arrosto, maialetto arrosto, coniglio alla cacciatora) completi di contorni di verdure cotte, insalate miste, olive, patate arrosto verdure grigliate olive e ancora formaggi locali e per finire, la frutta e l’immancabile dolce sempre diverso creato dalle mani delle sorelle. Il tutto accompagnato dagli ottimi vini della casa e, per concludere, il liquore di mirto.

    Ci accompagna la costante sensazione che tutti gli aspetti della gestione siano dettagliatamente curati non solo all’origine, ma costantemente: momento per momento. Ci sembra anche che ogni minimo particolare relativo sia alla vita degli ospiti che alla efficienza dei locali di pertinenza esclusiva del singolo ospite e quelli riservati alla vita comune formino oggetto di continua attenzione.

    Infatti, i locali dedicati alla ricezione, al soggiorno esterno nelle verande (anche esse ben arredate e efficacemente predisposte per la piacevole sosta degli ospiti durante i momenti di relax), le ampie e luminose camere e i bagni, il ristorante e le cucine, i giardini terrazzati antistanti la struttura sono attentamente sottoposti a giornaliere e minuziose pulizie e a continui miglioramenti.

    Tutto è perfettamente pulito e curato negli interni: dalle ampie vetrate e dai pavimenti della immensa sala ristorante, con i tavoli coperti da tovaglie immacolate perfettamente stirate, agli appartamenti con spaziosissime e luminose camere munite di bagno e antebagno; e, negli spazi esterni, dalle alte verande sulle quali si aprono le rispettive camere, ai giardini terrazzati prospicienti le verande .

    La struttura ricettiva, articolata in diversi corpi di fabbrica disposti prospetticamente, si estende trasversalmente sul pendio della collina, mettendo in bella mostra un ampio porticato aperto a ventaglio, quasi ad abbracciare tutti gli oliveti sparsi a semicerchio tra la struttura e i declivi più in basso che degradano verso la costa incontrando, nel loro ultimo punto di fuga, il profondo blu del mare posto lì, a poche centinaia di metri, proprio di fronte all’agriturismo. La struttura perfettamente soleggiata e arieggiata, grazie alla sua esposizione a mezzogiorno, è composta da una serie di edifici preceduti da un giardino ampio e rigoglioso, un tripudio di colori: bouganville, tante specie di piante rampicanti dalle fioriture accese, azalee, rose, gerani, fiori stagionali, oleandri e ancora olivi e piante mediterranee.

    Il sole riempie tutti gli spazi penetrando le linde camere che si aprono dietro il colonnato in mattoni che sorregge il tetto del porticato supportato da una robusta travatura di legno.

    Abbiamo trascorso un soggiorno veramente incantevole in questo immenso tratto costiero disegnato dalle linee collinari inondate di luce e profumate di macchia e di salsedine marina, avvolti dall’atmosfera dolce di quest’autunno solare e dalla calda accoglienza della famiglia.

  • Azienda Agricola e Zootecnica Giovanni Turra

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    Dopo aver lasciato la strada a serpentina tra Sennori e Osilo, nella Nurra, abbiamo preso una strada bianca, percorrendola per circa un chilometro. Poi, siamo arrivati all’azienda, che si trova in cima ad una piccola collina. Dall’azienda della famiglia Turra potevamo vedere una valle con poca macchia mediterranea, sinuose colline e molte pale eoliche erano collocate sulle cime delle più alte colline. In poche parole, c’è un’area di grande bellezza e scarsamente popolata.

    L’azienda viene gestita dalla famiglia Turra da qualche centinaia di anni e tutti gli adulti lavorano all’azienda. Azienda di Giovanni che è un presidio Slow Food produce il tipico pecorino secondo i tecniche di tradizione millenaria e l’azienda estende numerose colline e valli a conta un gregge di circa 350 capi di razza sarda, ottima per la carne sia di agnello che di pecora. Vediamo arrivare le prime pecore con gli agnelli appena nati, lasciano il pascolo e entrano nell’ambiente di mungitura seguite dal loro piccoli, bianchissimi agnelli. Il figlio di Giovanni, Gavinuccio, è il piccolo Pietro, nipote di Giovanni, sono lì ad aspettarle per il solito rito che si ripete 2 volte al giorno.

    Mentre il piccolo Pietro gira intorno con la sua bicicletta, il padre ci accoglie con grande gentilezza e ci invita a entrare nel laboratorio dove si produce il formaggio, il famoso pecorino di Osilo, e la ricotta. Siamo accolti dalla sorridentissima moglie di Gavinuccio, Rina, che sotto l’esperta guida di suo suocero Giovanni, compie le operazioni necessarie per la consevazione del formaggio e della ricotta, prodotti giornalmente. Mentre Gavinuccio avvia le operazioni necessarie per la mungitura, Rina ci accompagna nei vari ambienti del laboratorio: il caseifeifico ha circa 20 presse con altrettanti pesi utilizzati per la pressatura del formaggio e della ricotta mustia. Questi due prodotti dopo pressati per diverse ore, l’uno viene messo in salamoia dove rimarrà per tante ore quanti soni i chili di formaggio le cui forme galleggiano nel liquido salato. Il sale deve costantemente aggiunto all’acqua in modo che nel fondo del contenitore rimanga sempre un certo quantitativo non sciolto; un abbondante strato di sale deve anche coprire, di volta in volta, le superfici delle singole forme.

    Dopo la salatura il formaggio viene lasciato a stagionare. La stagionatura viene effettuata in una stanza sottoterra dove la temperatura è abbastanza stabile (intorno 15°C?). Rina con suo suocero sono impegnati anche nella produzione di ricotta dolce e di ricotta mustia, la quale verrà successivamente affumicata, in un piccolo ambiente vengono bruciati i legni aromizzanti della macchia mediterranea (lentisco, olivastro, ginepro, etc.). Questo processo di trasformazione della ricotta dolce e della ricotta mustia si effettua ad agitando i dischi ellittici della ricotta precedentemente salata e pressata su un letto di canne raccolte lungo nei canneti che crescono abbondanti lungo gli argini dei ruscelli.Non possiamo lasciare l’azienda senza aver apprezzato un caffè preparato e offerto affabilmente.

    Tel. +39 079/42695 – 360/498282

    gavinuccioturra@virgilio.it

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

  • Azienda Agricola Porcu

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    Abbiamo incontrato Salvatore Porcu mentre attraversava la strada con le sue pecore nella zona di Sedduri, la strada panoramica tra Alghero e Bosa lungo una delle coste più selvagge e spettacolari della Sardegna occidentale.

    Qui, Salvatore e Giovanniantonio possiedono una estensione di pascoli, boschi di macchia mediterranea e di rilievi rocciosi che vanno digradando fino al mare. Qui, vivono allo stato brado i loro animali.

    Abbiamo chiesto di poter assistere ad alcune fasi del suo lavoro e di poter fare delle fotografie. Salvatore ha sorriso e ha gentilmente accettato. Così, siamo discesi attraverso una strada che conducendo verso gli ambienti destinati alla mungitura e abbiamo potuto vedere come le pecore sono entrate in una lunga e stretta casa dove ognuna di esse, quasi spontaneamente prendeva un proprio spazio all’interno di una struttura metallica fissata su una lunga mangiatoia. Per poter effettuare la mungitura, Giovanniantonio, il fratello di Salvatore, che si interessa in particolare della salute dei suoi animali in quanto ha studiato da veteniario, ha versato del mangime (un misto di mais e altri cereali) nella mangiatoia, in modo che le pecore restassero ferme negli appositi spazi, dove è stata effettuata la mungitura. Dopo alcuni minuti, le prime pecore venivano fate uscire nel pascolo per lasciare posto alle altre che venivano munte a loro volta.

    La mungitura deve essere effettuata due volte al giorno: la sera e la mattina presto. Dopo la mungitura della mattina, tutto il latte viene trasportato al laboratorio di Bosa dove avviene la trasfomazione in formaggio e ricotta. Per poter aggiungere il caglio, il latte viene portato a una temperatura di 36°C e prima che si formi la cagliata deve riposare 25-30 minuti. Se si vuole trasformare il latte nel formaggio che si chiama fiore sardo, trascorso questo periodo di tempo si può subito operare sulla cagliata rompendola e versandola in appositi contenitori cilindri bucherellati (dischi). Per produrre il semicotto, invece, è necessario che la temperatura salga almeno ai 42°C.

    Dopo aver distribuito la cagliata nei rispettivi contenitori, pressandola a lungo per fare fuoriuscire il siero dalle pareti bucherellate di questi, mette a riposare il formaggio su un piano inclinato che raccoglie il siero ancora trattenuto dalla cagliata precedentemente pressata. Intanto, il latte, privato dalla parte grassa che è stata trasformata in formaggio, viene ulteriormente riscaldato fino a raggiungere una temperatura di 90°C e quando cominciano a formarsi dei piccolissimi grumi di grasso che affiorano alla superficie, anche la ricotta è pronta. Il liquido che rimane, viene utilizzato come integratore alimentare per i maiali che vengono allevati insieme ad alcune mucche da latte e al gregge di circa 300 pecore.

    Salvatore ha appreso dal padre l’antica tradizione e ha acquisito una grande abilità nella produzione dal semicotto che risulta essere una dei migliori della zona. Ad esaltare la qualità di questo formaggio contribuisce la scelta del biologico fatta dai due fratelli. Le pecore si alimentano con le erbe che nascono spontanee e di cereali prodotti biologicamente. Inoltre, la posizione dei pascoli situati a notevoli altezze, conferiscono al latte una maggior percentuale di grasso.

    Salvatore Porcu

    Tel. 328 922 78 13

    Visite alle aziende e redazione degli articoli realizzati in collaborazione con la scuola Terramare.

  • La Fattoria e la Latteria di Colle Ostrense

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    Questa fattoria a conduzione familiare cominciò nel 1972 quando la famiglia Pittalis venne dalla Sardegna e comprò 3 fattorie da vecchi coltivatori quando la maggior parte delle persone si stavano spostando dalla campagna alle città. La signora Pittalis ci ha fatto girare la fattoria e fatti entrare in un grande edificio pieno di pecore. Dopo aver scavalcato una delle recinzioni allfinterno dellfedificio, è ritornata tenendo un agnello tra le braccia. Poiché le pecore erano sempre all’interno dei recinti e ovviamente non abituate ai visitatori, si muovevano costantemente intorno a noi durante la nostra visita. Dopo essere stati nel grande edificio, ci è stato permesso di entrare in un altro, dove solo alcune pecore e alcuni galli sembravano condurre una vita molto tranquilla. Infine, ci hanno mostrato le loro capre, le quali vivevano fuori, nel loro proprio recinto, mentre un piccolo cane ci seguiva ovunque. Abbiamo anche dato un’occhiata alla latteria della fattoria e al loro negozio dove abbiamo potuto comprare deliziosi prodotti.

    Gli animali

    L’azienda ha 500 pecore e la razza è la Sarda. Ha circa 30 capre francesi per il latte. Durante la nostra visita, le pecore stavano dentro una stalla. Comunque, di solito le pecore escono e entrano come vogliono, ma vengono tenuti dentro una stalla quando il tempo è brutto.

    Le coltivazioni
    L’azienda coltiva i seguenti foraggi per l’alimentazione degli animali:

    • orzo
    • mais
    • erba medica
    • grano

    L’estensione del terreno coltivato è di 100 ettari con 10 ettari in affitto.

    Il caseificio
    Si producono caprino e pecorino e produce anche formaggio di mucca – comprano il latte della mucca dalle aziende agricole a vicino.

    Ci sono tantissime regole per i caseifici e ogni mese gli ispettori vengono due volte per analizzare i formaggi vengono prodotti conformente a il sistema HACCP.

    I bambini delle scuole possono assistere alla lavorazione dei formaggi e alla mungitura.

    Si producono

    • formaggi
    • ricotte
    • mozzarelle
    • yogurt
    • latticini freschi

    Altri prodotti
    Si producono anche i seguenti prodotti:

    • carne fresca
    • farina
    • un pane sardo che si chiama pane carasau perché è bruciacchiato

    Assaggi freddi, formaggi e pane sono forniti per un minimo di 2 persone alla volta. Per quanto riguarda i sapori, posso testimoniare la qualità dei loro prodotti poiché mi è stato servito un delizioso pasto di assaggi freddi, formaggi insieme al pane piatto sardo.