Il frantoio “Terre di Capalbio” è un’azienda familiare condotta da tutta la famiglia Nannini. L’azienda familiare che ha sede a Borgo Carige, una piccola frazione rurale posta tra il litorale tirrenico e il borgo medievale di Capalbio, è situata ad […]
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Terre di Capalbio

by admin on 31/10/2016

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Il frantoio “Terre di Capalbio” è un’azienda familiare condotta da tutta la famiglia Nannini.

L’azienda familiare che ha sede a Borgo Carige, una piccola frazione rurale posta tra il litorale tirrenico e il borgo medievale di Capalbio, è situata ad hoc in una zona a vocazione olearia e vinicola.

Si tratta della fascia basso collinare esposta al sole e protetta dai venti marini dalle prime dune sabbiose prospicenti il Mar Tirreno. Il regno dei vigneti e degli oliveti allineati che si frappongono alla macchia mediterranea più scura situata nelle colline più alte che circondano il paese di Capalbio.

Il frantoio è stato fondato ex novo dalla famiglia nel 2003, ma esisteva già da una cinquantina di anni al momento della rilevazione da parte dei Nannini.

Nannini padre aveva precedentemente lavorato nell’agricoltura per un lungo periodo della sua vita e allo stesso tempo si era dedicato all’insegnamento in una scuola agraria e infine ha preso la decisione di rilevare il frantoio dal precedente proprietario che lo aveva gestito da oltre 50 anni.

Le innovazioni di fondamentale importanza introdotte nel frantoio storico e nei macchinari hanno consentito di continuare nella tradizione migliorandola. Si tratta di un frantoio che affonda quindi le sue radici nella storia del territorio avendo visto impiantare nuovi oliveti dei quali ha poi seguito il successivo sviluppo fin dal periodo successivo agli ultimi interventi di bonifica operati dall’ente Maremma a oggi, conservando e un rapporto molto stretto con i coltivatori locali da una parte e con i clienti dall’altra.

Le olive, lavorate a freddo con procedimenti meccanici che consentono, grazie appunto a un impianto tecnologicamente avanzato, di garantire la qualità e soprattutto la genuinità del prodotto aggiungendogli gradevolezza di gusto grazie alla “denocciolatura” delle olive, cioè, alla privazione del nocciolo, che si sostituiscequindi quindi al processo tradizionale della “ frangitura”.

Questo metodo consente di ottenere un gusto meno acido esaltando il senso aromatico e mitigando il sentore forte dell’amaro e del piccante presenti in particolare negli oli toscani.

,Si producono 3 diversi tipi d’olio per la carne, per il pesce e generico.

Lo staff familiare è integrato da una impiegata che svolge le funzioni di amministratrice e si occupa di tutte le istruttorie richiesta dalle regole della contabilità, fiscalità e burocrazia aziendale.

Tutto il complesso macchinario funziona a pieno ritmo solo per un mese all’anno, per il resto del tempo, la famiglia si dedica alla commercializzazione del prodotto, alla coltura di un oliveto di circa 1000 piante di cui la famiglia e proprietaria e di un negozio annesso al frantoio dove viene esposto l’olio destinato al mercato.

Il 90% dell’olio destinato alla vendita va a fornire soprattutto supermercati, ristoranti e privati singoli, in Italia ma non entra nelle grandi catene.90% della produzione è venduto in Italia

Il resto viene esportato in California, a Londra e in Canada

Quest’anno c’è stata una scarsa produzione di olive e pertanto la quantità dell’olio ottenuto è molto bassa, ma la qualità è alta.

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